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Molti lo conosceranno come
l’ex chitarrista dei Korn. Mr. Brian "Head" Welch torna ora sulla
scena musicale a seguito della sua clamorosa conversione, con il tanto
atteso debutto il campo white, assai opportunamente intitolato "Save
Me From Myself" (salvami da me stesso.) Lo stile dell’album
rispecchia molto quello dei Korn, con più melodie, un maggiore
utilizzo di synth, un’aria leggermente tenebrosa che sovrasta il lavoro,
ma con, naturalmente, testi cristiani.
La opener L.O.V.E. già dà un’ampia anteprima
all’ascoltatore di tutta l’opera, probabilmente il miglior pezzo
dell’album, con una melodia altamente orecchiabile ed un messaggio che
incita l’ascoltatore ad amare Dio, anche nelle difficoltà. Evito il
track by track dato che le composizioni non si diversificano
eccessivamente tra loro. Altre highlight che vanno comunque segnalate
includono il singolo Flush, con dei bei arrangiamenti e
una bella melodia, Home e Adonai,
maggiormente nu oriented, e l’aggressiva Die religion die,
che include alcuni growl quasi death verso la fine.
L’album è ben curato, anche se diventa leggermente noioso dopo la prima
metà. Di sicuro è interessante ascoltarne qualche pezzo qui e là, ma
consumare tutta l’opera di un fiato è abbastanza pesante, considerata
anche la lunghezza di ogni traccia, la più corta delle quali è Flush con
i suoi 4 minuti e 23 secondi. Di sicuro "Save Me From Myself"
rappresenta un ottimo preludio per una carriera appena ri-cominciata, e
fa altrettanto sicuramente venire voglia di attendere al prossimo lavoro
Mr. "Head" Welch. Complimenti!
Christopher Warman
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