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Ecco un gruppo che mi sembra esprimere appieno uno stile
gothic maturo e curato, e che, anche inserendo influenze di altri
generi, rimane sempre in un sound ben riconoscibile. Evocativo, etereo,
ricco di rimandi al passato, e privo dei picchi malinconici che
distoglierebbero dalla vera espressività gotica. Le influenze a cui mi
riferisco sono soprattutto gli intermezzi black, sicuramente ben fatti e
che, lungi dall’essere fuori luogo, sono come frasi ricche di violenta
espressività che esaltano maggiormente il senso di tutto il discorso.
Inoltre non a caso la band si definisce anche "epic": le melodie sono in
quasi tutto l’album ridondanti e maestose, merito soprattutto della
tastiera, che supporta i brani con fraseggi di grande effetto. A mio
parere il gran pregio della band è proprio quello di avere uno stile che
rimane sempre coerente ed espressivo pur nella molteplicità di
influenze, che come raffinati cammei impreziosiscono le sonorità
gotiche.
La grande pecca dell’album è una produzione troppo
superficiale, che non ha saputo esaltare le indubbie doti di cui si era
a disposizione. Avarizia e generosità di effetti e volumi si alternano
così repentinamente da non permettere al complesso sound del gruppo di
arrivare al nostro orecchio con il giusto equilibrio, e chi ne subisce
le conseguenze sono sicuramente quegli elementi che dovrebbero essere
protetti proprio dalla produzione nel loro ruolo di protagonisti, prima
fra tutti la voce femminile. Quest’ultima infatti è resa talmente
distaccata dalla performance strumentale da dare l’impressione di
provenire da tutt’altra direzione. Fossi in loro punterei decisamente di
più sul ruolo di questa non comune vocalist, rendendola più protagonista
in fase di produzione; questo perché, oltre al fatto che proprio la voce
è uno degli elementi che spicca maggiormente rendendo interessante la
loro proposta, la cantante ha dimostrato di saper comporre sinuose
melodie con non poca originalità. Infatti anche laddove i brani
risultano come una cascata in piena di melodie fin troppo immediate, il
genio della cantante interviene inserendone di più raffinate ed
eleganti, conferendo al brano un surplus di valore espressivo non
indifferente. Tale voce, pur potendo dare di più tecnicamente, ha un
bellissimo timbro, a metà tra la dolce purezza di una bambina e la
fermezza di una donna matura. Devo dire che mi ha colpita molto più per
l’espressività del timbro in sé che per come viene usata. È una grande
dote di natura che se non cade in forzature esecutive darà ancora di più
in futuro, ne sono certa.
Purtroppo non si può dire altrettanto per le altre voci; a
parte lo scream, ben utilizzato ed effettato al punto giusto, il growl e
la voce pulita maschile sono abbastanza scadenti. Al primo si potrebbe
probabilmente rimediare sempre tramite una produzione un po’ più
invadente, mentre la seconda ahimè dipende proprio dall’intonazione del
cantante, che non essendo perfetta rende calanti tutti i cori. In
conclusione posso solo ribadire che ci troviamo di fronte a una gothic
band dalle indiscutibili qualità, dovute sia a strumentisti che pur
dovendosi gestire in un genere così ricco di sfaccettature sanno farci
arrivare con sapienza al punto focale dei brani senza essere prolissi,
sia a una cantante a metà tra il diamante grezzo e il faro luminoso di
tutta la release.
Francesca Pezza |