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Dopo quattro anni d'attesa finalmente arriva il
nuovo "The Patriot" degli ucraini Holy Blood, band folk/black
metal, estremamente apprezzata nella scena internazionale nell'ambito
del metal cristiano e resa particolarmente famosa per l'abilità
nell'accostare le aggressive sonorità black metal con quelle melodiose
appartenenti alla sfera folk. In questo album, a mio parere un po'
sottotono, si ripropone il già consolidato connubio tra i due generi,
ricreando così una sorta di "tragedia" dai contorni epici.
Il disco esordisce con il
classico intro, In the night gloom, dalle atmosfere
mistiche, richiamanti la tradizione nordica, poi si passa alla
successiva Война за души людские, song assai melodica
accompagnata dall’alternarsi di cori di battaglia (richiamante molto lo
stile viking degli Ensiferum) e scream. Arriviamo così a
Патриот molto simile alla precedente traccia, sia per melodia
che per approccio vocale, anche qui si alternano vocalità pulite e
scream,tanto da creare un’atmosfera che vede un intreccio tra folk e
black metal. Con Ветер смерти la band si sposta su
sonorità un po’ più orientate al black metal, con prevalenza di scream
acuti e il dilagare di batteria/chitarre dai ritmi martellanti. In
Жажда жить в свободе è forte la componente folk, il flauto
qui trova pieno risalto, accompagnato soprattutto da un canto pulito,
alternato pressoché sporadicamente da scream aggressivo. Ипытанная
вера ci immerge in atmosfere melodiose epiche, i soliti cori
fanno da padrone rispetto al secondario scream di "contorno", anche qui
il flauto viene ampiamente posto in risalto rispetto a delle chitarre un
po’ troppo trascurate e delegate ad un accompagnamento superficiale.
Atmosfere tutt’altro che epiche per Кровь Христа, dalla
sonorità prettamente black, caratterizzato da uno scream, accompagnato
da chitarre/batteria aggressive e da tastiere/organo, che regalano alla
song un’aura mistica e di raccoglimento. Siamo giunti alla fine del Cd e
andiamo ad ascoltare la breve traccia strumentale Meeting the
sunrise scandita dal suono malinconico di una chitarra,
affiancata dall’immancabile flauto. L’ultima track consiste nel remix di
Ипытанная вера condita non massicce dosi di
sintetizzatore.
Il questo nuovo lavoro gli
Holy Blood abbandonano parte della loro aggressività che li
inquadrava nella scena unblack ucraina, privilegiando di gran lunga le
atmosfere nordiche folk, molto rassomiglianti a band quali Ensiferum
o Finntroll, non tuttavia godendo dello stesso prestigio. Le
track sono molto simili tra di loro, rasentano quasi la monotonia:
tuttavia qualche buona idea è uscita, ma è rimasta pressoché trascurata.
Fabio Manna
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