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HOLY SOLDIER
Holy Soldier
 
 

 

HOLY SOLDIER
Promise Man
heavy
1995 - ForeFront Records / EMI Records
(USA)
www.myspace.com/holysoldier

 

Nati nel 1985, gli Holy Soldier diventeranno tra i più noti esempi di hard rock e di glam nella scena white. Dopo due album di enorme successo, il gruppo subì un colpo basso quando il loro vocalist lasciò la band. Gli Holy Soldier si presero allora una pausa di un paio di anni, ma non erano ancora pronti ad appendere il mantello; ed ecco così che, tre anni dopo il loro ultimo lavoro, "Last Train", tornarono con un nuovo vocalist, Eric Wayne, presentando un nuovo episodio con un nuovo sound. Le vocals di Wayne si differenziano molto da quelle del predecessore: mentre quelle di Patrick erano acute, tipiche del glam, quelle di Wayne sono basse e calde, simili a quelle di Eddie Vedder dei Pearl Jam. E’ infatti molto simile allo stile dei Pearl Jam questo terzo lavoro degli Holy Soldier. Già dalle note iniziali della opener, Promise man, notiamo questo cambiamento. Basso distorto, ritmi andanti, e chitarre grunge aprono il disco in bellezza, creando uno dei pezzi migliori del disco. I fan di vecchia data potrebbero sentirsi leggermente persi all’inizio, ma non potranno fare a meno di essere succhiati nel vortice.

Bellissima la seguente Mumbo-jumbo: leggermente funky nei riff e molto più melodica della precedente, ma per niente leggera. Con My world ci troviamo di fronte forse al capolavoro dell’album, particolare per l’uso del flanger sulle vocals. Ogni volta che ascolto questo pezzo, per 4 minuti ritorno a all’età di 6 anni, quando mio cugino aveva questo disco e lo ascoltava spessissimo; era il mio pezzo preferito proprio per via della sua "diversità". Rust è in leggero sottotono rispetto alle prime tre tracce (molto probabilmente le migliori del platter), bella però è la cover che segue, Why don’t you look into Jesus di Larry Norman. La versione proposta dagli Holy Soldier è molto più lenta dell'originale, con un tocco di blues; pur preferendo la versione di Larry Norman alla lunga, questa interpretazione non è niente male, tranne per la solista finale, decisamente orrenda. Più pesante è la seguente Break it down, mentre con Cover me troviamo un pezzo che apre in modo interessante, ma che poi diventa noiosa e ripetitiva, inoltre contiene testi che non hanno senso, leggere per credere. Grind è più sul grunge, mentre Love conquers all è la prima e unica ballad del disco: pezzo bellissimo, con una melodica molto orecchiabile e degli arrangiamenti di vocals ottimi. Conclude Sand, il mio brano preferito dopo My world, e probabilmente il brano più vario dell’opera, includendo arpeggi di acustica, armonie mostruose, un solo spettacolare, e testi che mi fanno venire i brividi quando cantati.

Anche se gli Holy Soldier sono stati grandiosi nei loro anni glam, è con "Promise Man" che realizzano il loro capolavoro. Il gruppo è maturato così tanto in cinque anni che (letteralmente) non sembra più lo stesso gruppo. "Promise Man" rimarrà per sempre l’album che, a 6 anni, aveva iniziato a piantare il seme del metal nel mio cuore. Altamente consigliato!

Christopher Warman

VOTO

88

 

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