Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
HOPE FOR THE DYING
Dissimulation
 
 

 

HOPE FOR THE DYING
Hope For The Dying
progcore
2008 - Strike First Records
(USA)
www.myspace.com/hopeforthedying

 

Originale la proposta del combo a cinque dall'Illinois, che si tuffa nell'arena del mainstream americano con un coraggioso coacervo di metalcore e prog-power neoclassico, sorretto tecnicamente da un virtuoso axeman di stampo malmsteeniano, capace di inanellare a profusione lunghi solos. Accanto allo scream di matrice tipicamente core, di notevole qualità è il clean, spesso corale, per nulla emo-oriented; e se a tutto ciò aggiungiamo una sobria perizia compositiva nel bilanciare la scottante miscela, e una fluidità arrangiamentale lungimirante nell'edulcorare il rischio di bruschi passaggi di sound, ecco che questo omonimo "Hope For The Dying" si rivela Cd sorprendente, che può peraltro farsi forte di un artwork all'altezza del contenuto, nonostante fuorvii presentandolo come un qualcosa di deathcore, che invero proprio non è.

Tutto quanto di lodevole si è anticipato può essere verificato fin dalla lunga opening track, City of corpses, perfetta nell'introdurre all'innovatività tracciata dagli Hope For The Dying. A beautiful day for vengeance non vi si discosta, pur proponendo i necessari adeguamenti per non renderla una semplice traccia clone, in particolare innestando mood cupi ed enfatici. Con Into darkness we ride possiamo definitivamente concludere che i nostri suonino "progcore": anche qui varianti rispetto ai precedenti episodi con ad esempio l'inserzione di bridge minimali. Sinteticità che evolvono tra randellate marziali in apertura agli incantesimi caldi e sognanti, come pure alle bordate ritmiche, dell'ottima Our fallen comrades, mentre con Where we are going we don't need roads si passa senza alcun imbarazzo o tentennamento dall'ombra degli Stratovarius ai breakdown, dagli scream agli assoli vibrati ed alle pompose cavalcate power. Un drammatico carillon apre Would the angels say, fosca è la tastierosità dell'intro alla finale In loving memory, track di 6:29 dove tutto si intensifica e dove la dicotomia del sound appare più netta e differenziata.

In un mercato nel quale passate le febbri dello swedecore, dell'emocore e del post-hardcore, tutto si è riversato sul deathcore, ormai sfruttato tanto da non avere molto più da dire, speriamo che tra gli scaffali dei metalstore qualcuno noti questa bella cover, e pensando appunto sia deathcore scopra invece qualcosa di piuttosto unico. Come sarà il futuro degli Hope For The Dying? C'è da dire che l'intuizione mi pare l'abbiano sfruttata appieno, e nonostante questo ne sono venuti fuori solo 36 minuti di musica ed un certa strisciante ridondanza finale, nonostante tutti gli sforzi fatti dai nostri per celarla nel ricorso a diversi espedienti: chiaro che ora una eventuale riproposizione pedissequa deluderebbe, anche perché quella di "innovatori" è un'etichetta che può divenire un pesante ed impedente fardello. Per il momento comunque direi poche disquisizioni su quel che potrà essere, godiamoci questa gemma, nella speranza che qualcuno si accorga della sua esistenza.

Vaake

VOTO

85

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it