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Nella minuta ma agguerritissima milizia speciale
della Son Of Man Records, unblack label statunitense con ad ora sole
cinque band in roster, troviamo anche l'alter ego sonoro del one man
project Dwayne Wiggins, al suo secondo Ep, questi preceduti da altri
semiamatoriali demo. Agguerritissima davvero tanto da proclamare nel
proprio sito ufficiale una "Dichiarazione di guerra" al black metal!, ma
anche questo solenne giuramento: "Giuriamo di
salvaguardare la prossima generazione della Cristianità. La maggior
parte della scena black metal americana consiste di cristiani falliti
che sono caduti per un motivo o per l'altro. Vogliamo consegnare il puro
unblack metal nelle mani dei nostri giovani fratelli in Cristo, in modo
che non cadano come noi siamo caduti". Burzum e Xasthur
le big secular band di riferimento per quello che è un black metal,
ambient a tratti, per lo più depressive e sorrow, con liriche intrise di
dolore e malinconia, stemperate però dalla Certezza. La viscerale
militanza per la causa Horrific Majesty
la esprime senza mezzi termini nel booklet: "Horrific Majesty
fully supports the unblack metal movement and the war against satanic
black metal"...tanto per evitare equivoci!
Le sei tracce per ben 33 minuti ed un artwork assai
professionale invoglierebbero a considerare questo lavoro un
full-length, ma in realtà è ancora solo un'altra tappa di avvicinamento
al debut. La particolarità dello stile in questione, caratterizzato da
incessanti distorsioni estreme ed opprimenti, rende "In Shadows
Eternal" un lavoro di difficile ascolto, apprezzabile solo ad uno
stato d'animo avvezzo e ben disposto. L'opener è Lost in your
emptiness, cadenzato oscuro e fatiscente depressive con
distorsioni intense anche nel growl, almeno fino all'emergene di
un'onirica chitarra dagli effetti orfici. Segue Death of dreams
introdotta da un riff cupo ed un ambient temporalesco, si intensifica
nelle battute ben scandite anche se lontane: lo screaming sempre
growl-oriented è distortissimo e nel complesso ci troviamo all'interno
di una traccia decisamente black stigmatizzata da un bel drumming. Con
World of waste troviamo doom quasi drone, ma solo per poco
poichè esplode in una furia inattesa, per poi rifarsi più atmosferica
nel fascinoso finale dalla ritmica sempre martellante. Pesantezza
pachidermica e tenebra con inserti ed espedienti vocali quasi
horrorifici sono Conflagration of the wicked, song carica
di esasperata tensione. Eccoci alla lunga (8:06) title-track, In
shadows eternal, introdotta da un epico sound dark, la voce
narrante emette un growl incomprensibile: un dolce riff tastieristico
cambia direzione al sound in cui irrompono percussioni imponenti, finchè
non piomba violento e conturbante il chaos: il finale è l'inizio. Gran
traccia. L'Ep tramonta con A soul decays in darkness, tre
minuti e mezzo di un fraseggio di chitarra gothico-nostalgica e tastiera
fosca.
Disco dunque riservato ai pochi amanti
dell'estremizzazione dell'estremo, chi non lo è se ne astenga di netto
perchè non potrà che trovarlo fastidioso; quanto ai primi invece
disveleranno in "In Shadows Eternal" spunti interessanti ed
emozioni intense in questo decadente viaggio dell'anima.
Vaake
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