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HORSEMEN OF THE APOCALYPSE
Death Gospel   (Ep)
grind
2006 - Self
(USA)
www.myspace.com/thehorsemenoftheapocalypse

 

Divenire una leggenda della scena senza aver rilasciato neppure un album. È questa la singolare sorte toccata al quintetto californiano dal neotestamentario monicker, l'impegnativo Horsemen Of The Apocalypse. Un demo Ep nel 2002, "Soldiers Of The Cross", e poi questo "Death Gospel", ovvero il preludio di un full-length annunciato tra il tripudio dei fans, che però sembra non uscire più: l'ultima nuova in merito è la firma con la Deathblow Records, tuttavia alcuna date-release è stata adombrata.

Per quale ragione gli Horsemen Of The Apocalypse sono stati tanto incensati fino a raggiungere questo status? Be', semplice, perché il loro sound è davvero spettacolare: un coacervo di devastazione e tecnica, dove non c'è sostanziale tallone d'Achille e dove la genialità compositiva che inonda il songwriting permette inserti improbabili per un disco grind. Ce lo dimostra pronti-via l'opener Certainty of death (With our eyes on the world we lose sight of God / Possessions fill out thoughts with lust / Lust for this futile world, lust for these empty wants / Temporary feelings that show us / Certainty of Death), technical grind spaccaossa con passaggi di grande seduzione: randellate nell'oscurità, gutturale conturbante, pathos strumentale; i sei minuti del pezzo sono ricchissimi compositivamente, vi scopriamo momenti doom come cavalcate thrash oriented, un innesto clean etereo come un retrogusto melodico, firmando l'opera per mezzo di un interminabile assolo su una ritmica furibonda. Grandiosa è l'intro di Golgatha, inserto filmico da "La Passione di Cristo" (in particolare Gesù nel Getsemani tentato da Satana), per svilupparsi liricamente sul monte del calvario (Scourge me, ripped skin from flesh and bone / to show you are not alone, I do this for you / Crucify my body, split up for you, / condemning flesh to forgive, / washed in blood so you'll live), luogo del supremo atto d'amore di Dio per l'uomo. Musicalmente, dopo un inatteso stacco tastiero-organistico il drumming con chitarre fusion instaura un curioso quanto fascinoso bridge che ci conduce all'eruzione grind, oscurissimo prima, invasato in un folle e caotico blastbeats poi. Legnate triviali ai tom consegnano il finale del pezzo ad un vago afflato melodico. Fusion, furia invereconda e caos, doppi vocals incrociati e assolo, la novità di Body of Christ (liricamente referente la dottrina paolina del corpo mistico di Cristo) è però un tormentoso brutal progressivo. Brutal dai tassi di violenza fuori scala anche per Vessel, marasmatica tra guttural, blastbeats infiniti e assoli folli. 

Questo demo prende in un modo esagerato, l'impazienza freme al cospetto dei nuovi riconosciuti fenomeni del christian grind: se i pezzi saranno tutti questo livello, se si riuscisse a sgrezzare un attimo il lavoro solistico e se la produzione migliorasse ora che si è firmato per una label, nel caso tutto ciò avvenisse allora prepariamoci pure al disco pietra miliare.

Vaake

VOTO

87

 

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