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Ep apripista dell'atteso - e purtroppo
complessivamente inferiore alle aspettative - "Decapitacion Absoluta
Al Falso Profeta", ovvero primo album studio
degli unblacksters Hortor, il qui presente "By The Sword Of The Almighty Emperor"
annovera quattro pezzi, tre dei quali contenuti nel succitato, il quarto
una "new version" di un brano del raw debut demo "Hortor";
complessivamente all'interno di questo affascinate package grafico (Dorè
del resto è sempre una garanzia) ci viene presentato il passaggio di
sound della band centroamericana, che abbandona la rabbia triviale degli
esordi per darsi alla tastierosità sinfonica ma pestata e chitarristica in stile
Emperor. Il
risultato purtroppo non paga, i nostri fanno molto meno bene ciò che
altri facevano benissimo già venti anni fa; tuttavia, va detto anche
questo, l'ascolto di questo Cd rimane
piacevole.
Che sia una realizzazione approssimativa ce lo fa
intendere chiaramente il brusco attacco dell'opener title-track,
compositivamente un black con sovrabbondanza di tastiere e ricorsi a
tonalità baritone, che si alterna a mid-tempo con tessiture di lead
guitar. Vorticoso l'up-tempo di Desgarra la vestidura de bafomet,
brano in cui svetta per brillantezza l'ottimo screaming ed in cui
vengono innestate partiture gothicheggianti con vocalizzi lirici
femminili, i quali saranno ancor più presenti nella successiva Decapitacion absoluta
al falso profeta, traccia in stile Slechtvalk
(soprattutto nell'intreccio vocale) che esalta la componente sinfonica.
A chiudere un ritorno al passato, una nuova versione, pur se ancora
della scarsa produzione, della vecchia Birkat hacohenim,
ancestrale e tritaossa black old-school song senza compromessi.
Per quanto concerne l'aspetto grafico l'unblack
band messicana si assesta a livelli importanti, ma se ne facciamo invece un fatto
squisitamente musicale allora siamo ancora in piena amatorialità, livello che né
questo Ep né il debut album sono riusciti a scavalcare
Vaake
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