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Primo full-length per i
messicani unblackster Hortor che, a dispetto di una bellissima
copertina, ci regalano poco altro dato che la loro musica è davvero
deficitaria sotto molti aspetti, se non tutti. Le canzoni sono suonate
anche benino e si intravede uno sforzo a livello compositivo comunque
sempre encomiabile per una giovane band al debutto, ma purtroppo questi
Hortor avranno da lavorare molto affinché possano scrollarsi di
dosso gli aggettivi più frequenti che vengono in mente ascoltando questo
"Decapitacion Absoluta Al Falso Profeta", ovvero noia e
approssimazione strumentale e compositiva.
Non una sola traccia si salva, tutte si assestano su livelli di
insufficienza, magari non grave, ma comunque percepibile facilmente.
Inoltre una produzione altamente scadente non aiuta di certo la band,
che a volte sembra imboccare una via dignitosa, come ad esempio in brani
quali Derribando las fortalezas de Satanas, che si
presenta come una buona song di black metal sinfonico e arrabbiato,
simile per certi versi a bands come i primi Cradle Of Filth o
Emperor, ma le poche buone idee presenti in questo brano come in
altri, ripeto, vengono comunque oscurate da una registrazione
scellerata, dove le tastiere sovrastano tutto il resto, e chitarre e
batteria sembrano solo un rumoroso sottofondo. La voce, a mio parere
davvero fastidiosa, è la ciliegina su una torta che è nata male e finirà
peggio con la conclusiva e ripetitiva Señor con tu poder haz
temblar a los demonios, che sembra essere lo scarto dello scarto
di brani dei Dimmu Borgir.
Inutile proseguire oltre. Questa band delude e anche parecchio. Dei
buoni spunti ci sono, quindi sarà doveroso per questa band individuare
le (tante) carenze del loro sound ed eliminarle, insistendo e
migliorando quel poco di buono che già possiedono.
Infected
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