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HYPERSONIC
Inspiration Is Transpiration
 
INTERVISTA
16/03/2012

HYPERSONIC
Existentia
 
 

 

HYPERSONIC
Fallen Melodies
power
2011 - Underground Symphony
(Italia)
www.myspace.com/hypersonicmetal

 

I catanesi Hypersonic vedono alle stampe il loro primo full-length; dopo l'Ep autoprodotto "Inspiration Is Transpiration" e diversi giri per pubblicizzare la propria musica riescono a sistemarsi sotto la Underground Symphony, etichetta discografica italiana che ha prodotto nomi del calibro di Labirynth, Skylark e Fabio Lione; senz'altro un ottimo risultato per un disco di esordio, ma dando un'occhiata oggettiva al lavoro non si può non dire che un contratto del genere questi ragazzi se lo siano meritato tutto, ma andiamo con ordine.

"Fallen Melodies" è un lavoro nel suo insieme riuscito e omogeneo, le coordinate tracciate dall'Ep di partenza vengono mantenute e definite con più precisione senza nessun tipo di stravolgimento o revisione; abbiamo un power metal abbastanza classico attraversato da una lieve linea sinfonica ed una ben più decisiva marcatura AOR; il titolo dell'album è decisamente in linea con il contenuto del disco, dato che sicuramente è la melodia il pilastro fondamentale di tutti i brani; le soluzioni proposte sono molto orecchiabili e dirette, prive quindi di ricerche o tecnicismi particolari. Esclusa l'intro sinfonica The last apocalypse si hanno nove brani forti dell'intreccio vocale della singer Alessia Rapisarda e del batterista-cantante e leader della band Salvatore Grasso, cosa sicuramente riuscita data la buona combinazione ed esecuzione delle due voci; di questi nove brani possiamo facilmente scovare le vette in Rebirth e Winter melodies; la prima introdotta da un chorus veramente toccante si sviluppa energicamente su un tempo heavy anni'80, concludendo con un'ottima sparata di doppio pedale; la seconda invece aperta da un riff che ricorda un pochino la più celebre Eye of the tiger, vede la compartecipazione dello special guest Joe Lombardo, il singer dei concittadini Metatrone che duettando con la sovracitata Alessia interpreta alla perfezione questo pezzo veramente melodico e coinvolgente.

Il resto del lavoro prevede tra l'altro la ripresa di tre brani dal precedente disco, stiamo parlando di A lovely creature, Wheels of fire e Heaven riprodotti in maniera abbastanza fedele all'Ep, manca solo la ballad Wings of life che in questo disco sembra essere stata sostituita dall'altrettanto gradevole A beautiful dream (nella quale va citata l'ottima presenza del violinista Vito Germena che accompagna il pezzo elevandone decisamente il valore). Come abbiamo già visto una caratteristica interessante di questo combo è il fatto di inserire stacchi tastieristici anni'80, basta sentire l'attacco di Spirit free, A lovely creature e i tappeti di Rebirth, tutte idee che il compositore Salvatore Grasso e l'esecutore Dario Caruso hanno saputo ottimizzare con efficacia e che danno un tocco di originalità a quello che altrimenti potrebbe essere un disco un po' più scontato; si potrebbe parlare altrimenti del ritornello alla Iron Maiden di Atlantis treasure oppure dei growl (eseguiti da un altro special guest, Giovanni Zappalà) in Diamond hope che forse non si intonano perfettamente con il pezzo e l'atmosfera generale del disco, ma fatto sta che come già si presagiva dal precedente Cd, le atmosfere pomp-AOR caratterizzano il lavoro di questi musicisti. A chiudere le fila abbiamo il buon lavoro del bassista Francesco Caruso e del chitarrista Emanuele Gangemi, il quale mostra ancora un po' di insicurezza in alcune parti soliste; la produzione invece è stata affidata all'ausilio di Luigi Scudieri al Tower Hill Studio di Catania. Nota di merito per l'artwork nel quale tra l'altro sembra scorgere la sagoma di un violino nel ramo penzolante.

Possiamo parlare in definitiva di un buonissimo lavoro, non particolarmente innovativo, ma comunque realizzato molto bene e direi per niente annoiante; ci aspettiamo adesso un eventuale salto di qualità che possa da una parte consolidare ulteriormente le caratteristiche base della band, dall'altra maturare idee più innovative e particolari. In ogni caso questo "Fallen Melodies" è decisamente consigliato a chi voglia scavare nell'underground del power metal made in Italy senza voler incappare in album deludenti.

Francesco Romeggini

VOTO

77

 

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