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Dopo i Metatrone, ecco un’altra white band catanese.
Sto parlando degli Hypersonic, gruppo nato nell’ottobre del 2006,
che dopo alcuni cambiamenti di line-up promuove questo Ep con Salvatore
Grasso alla batteria (nonché fondatore della band), Alessia Rapisarda al
microfono, Emanuele Gangemi alle chitarre, Francesco Caruso al basso e
infine Francesco Testaì alla tastiera. Il loro sound in "Inspiration
Is Transpiration" si rifà molto a band come Nightwish,
Sonata Arctica, Stratovarius e Within Temptation, un
ottimo mix tra melodic power e gothic.
Le danze si aprono con A lovely Creator,
caratterizzata da riff inizialmente heavy oriented e ritmi cadenzati,
prima di un refrain molto solare in cui la fa da padrone la melodia e i
cambi di velocità eseguiti in modo impeccabile. Apprezzabilissimo anche
il bridge di solo voce e piano che avvia alla fine di questa traccia. Si
comincia bene, speriamo che anche gli altri tre brani siano dello stesso
livello di quello appena ascoltato. Andiamo quindi ad ascoltare
Heaven, power che più melodico di così non si può. Un brano in
stile Sonata Arctica, ma che ha comunque tanto di personale,
forse per la bellissima voce di Alessia che dà il massimo di se stessa
nel sognante e radioso refrain prima dei bellissimi intrecci di chitarra
e tastiera. Spazio anche per una ballad, il brano in questione è
Wings of life: melodia malinconica che infine esplode di luce
con un ottimo solo di chitarra finale. Di nuovo ottima prova di Alessia
ai microfoni, ma anche di Salvatore che oltre a percuotere le pelli,
duetta in maniera più che lodevole con la cantante. Giungiamo infine
all’ultima canzone, Wheels of fire, in cui a differenza
delle altre, è più marcata l’influenza gothic, con un sound quasi
riconducibile a quello dei finlandesi HB, sempre per restare
nella scena white. Nuovamente un brano di pregevole fattura.
Concludendo, quello degli Hypersonic è uno stile
ormai trito e ritrito da molte band, ma questo Ep è tutt’altro che
noioso, perché nonostante le influenze siano lampanti, hanno la capacità
di mantenere una forte impronta personale. C’è bisogno di qualcosa di
novità nella scena melodica, e gli Hypersonic ne sembrano
portatori. Ci aspettiamo molto da loro. Chissà che spettacolo un
prossimo full-length!
Daniele Fuligno |