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I BUILT THE CROSS
I Built The Cross
 
 

 

I BUILT THE CROSS
Bridging The Gap Between Mind And Heart
deathcore
2009 - Open Grave Records
(USA)
www.myspace.com/ibuiltthecross

 

Ad ora nessuno dei cinque statunitensi arriva ai venti anni, e già avevano impressionato per tecnica e vigoria con l'omonimo Ep; li si attendeva dunque al full per capire se si aveva a che fare con uno dei tanti buoni gruppi ma col guizzo originale, o con autentici fenomeni del moderno core. Abbiamo dovuto attendere molto poco per la risposta, solo un anno divide l'autoprodotto "I Built The Cross" da questo "Bridging The Gap Between Mind And Heart", uscito per la Open Grave Records, e che già di primo pelo riesce a distinguersi per l'eccellente artwork e l'intenso lavoro lirico dal forte piglio scritturale di matrice riformata.

La proposta invece non cambia di una virgola, technical deathcore fomentatissimo con breakdown violenti ed un notevole deep growl cavernoso dai rimandi grind, affiancato da radi scream, ma anche mitragliate di doppia cassa; tutto ciò è già presente fin dall'opener che segue l'epico intro filmico, Minus one star for christianity, e non fa che confermarsi col dispiego della tracklist, già a partire da Hatred for the religious; la variazioni di songwriting riguardano più che altro la disposizione degli elementi, la materia interessata rimane la stessa, nonostante i giovani nordamericani provino ad inserire di tanto in tanto delle varianti, come i solos psichedelici in appendice a Misguided ministry, le citazioni death/thrash old-school di Stand together, le sperimentazioni nel proemio dell'ottava Romans 1:20, che chiude con un bel cadenzato epico. Tuttavia la sostanza cambia poco. Head high heavy heart è traccia swedecore, stilistica i cui umori emergono anche nella successiva Borrowed parts. A chiudere, Ascension, una agrodolce ballad strumentale.

Direi che questo lavoro conferma quanto molti ipotizzavano ma anche temevano, ovvero che sulla lunga distanza gli I Built The Cross sfociassero, compositivamente parlando, nel ridondante, ed il fatto che le ultime due tracce outro escluso debbano ricorrere allo swedecore per dare varietà al sound la dice lunga. Pur non essendo lavoro memorabile il presente Cd rimane un buon disco di deathcore tecnicista, si vedrà poi in futuro quali frutti porterà la crescita artistica di questo verde e comunque innegabilmente talentuoso ensemble d'oltreoceano.

Valerio Mei

VOTO

80

 

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