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Mai stancarsi di cercare nell'underground, perchè è
così che si scoprono molte band valide le quali, per ragioni di poca
pubblicità, non emergono. Ne è la prova Ian, singer argentino che
nel 2006, lavorando nello studio di registrazione La Carpa di Buenos
Aires, pubblica "En Tiempos De Redencion", ovvero il disco che
apre la sua carriera solista. Dal titolo dell'album si nota subito quali
siano le tematiche affrontate nel Cd, e non è difficile notare
l'esortazione delle lyrics alla fede cristiana e alla redenzione degli
uomini.
Allo stesso modo, non è difficile notare
all'ascolto che il nostro sia un personaggio con esperienza alle spalle
dato che, seppur rimasto underground, riesce a mettere in mostra un
lavoro di songwriting ed esecuzione eccellenti. Il genere che viene
proposto è un heavy metal classico con leggeri tocchi old school, e con
decise influenze moderne "nwobhm": possiamo definire Ian, se
vogliamo, il cugino argentino di Rob Rock (ovviamente è un
paragone sproporzionato, in quanto dire che il nostro raggiunge
l'eccezionale livello di Rob Rock sarebbe esagerare, ma ciò non
toglie il fatto che comunque Ian sappia il fatto suo, e lo
dimostra in questo Cd); a sostenere gli acuti del nostro singer c'è una
efficiente band composta da Gustavo Rowek alla batteria, Hernàn Cotelo
al basso, Sergio Berdichevsky alla chitarra e Pablo Brugnone che appare
in alcuni brani con la tastiera, musicisti che allo stesso modo eseguono
il loro lavoro in maniera seria e professionale.
Nelle undici tracce che riempiono il Cd emerge un lavoro vocale che
alterna falsetto molto acuto a voce heavy potente, il tutto decorato da
assoli velocissimi e riff violenti; ciò si sente appunto dal primo brano
del disco Latinoamerica che inizia con un riffone di
chitarra seguito da un acuto potente, brano che presenta subito
l'energia dell'album, confermata dalla quarta traccia del Cd, En
mi nombre, che costruita su un tempo costantemente
doppiopedalizzato, spicca tra le altre per la sua potenza. Il resto del
disco prevede l'alternarsi di pezzi melodici puntati molto sul "nwobhm"
come appunto l'epica Heroes sin nombre, Nacion
anticristo o Fuera de control (che conclude il Cd
evidenziando un'intro di chitarre da premiare), brani molto heavy old
school come appunto la titletrack En tiempos de redencion
o Eclipse final, e ballad decisamente calme quali
Mas alla del bien y del mal o En tu sombra, che,
come nella maggior parte dei lavori del genere, non possono mancare. Nel
complesso un disco interessante, che ci propone la buona tecnica di una
band che pur essendo agli inizi e non riuscendo a fare di ogni brano un
capolavoro, si impegna nell'esecuzione e porta avanti una scena che ha
decisamente bisogno di essere supportata, quella dell'heavy-classic
cristiano.
Francesco Romeggini
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