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Archiviata l'esperienza Visionaire
concretizzatasi nel triennio 1998-2000 in due interessanti album, il one
man band James Allin torna a pubblicare musica nel 2006 con i Century
Sleeper, accantonando per un attimo il percorso in solitaria e
affiancandosi ad una personalità di spicco della scena doom-gothic
cristiana, quel Ian Arkley che bene conosciamo singer e chitarrista di
Seventh Angel, Ashen Mortality e My Silent Wake. Da
questa occasionale collaborazione è germogliato il buon "Awaken";
tuttavia James non si è fermato qui in questa sua re-entry sul
proscenio, dato che in parallelo stava forgiando il monicker erede dei
Visionaire, gli Ikarian, di nuovo un solo project, il cui
debutto è segnato dal lunghissimo full-length "Phantom Minds",
che si indirizza verso coordinate maggiormente orientate al gothic
darkwave rispetto al prevalente doom ambient dei lavori dei
Visionaire. Purtroppo però qui le composizioni si appiattiscono e la
vena compositiva del nostro sembra essersi inaridita, ne viene fuori un
lavoro prolisso e abbastanza noioso, che poco onora l'ottimo cover-art,
la notevole produzione e tantomeno le spirituali liriche, intimiste ed
esistenzialiste, sul quale lavoro di scrittura il nostro ha
evidentemente concentrato l'attenzione.
Le dodici tracce aprono con la title-track: riff
inquieto poi chitarroni ritmici con trama onirica di lead guitar che a
tratti esonda anche nell'orientaleggiante. Il cantato di James è pieno
di espiri, effetto curioso e "drammatico" ma che alla lunga stanca.
Tuttavia sarà un'eccezione, nel resto del Cd la cupa voce la troviamo
più pulita, e sarà sempre meno convincente, fino ad essere considerata
l'anello debole di "Phantom Minds". Temple nine è
chiusa da un tappeto minimale arricchito di effetti futuristici; carina
la sovrapposizione vocale presente in Under sacred waters;
tornano a deludere le vocal in Crossed the sun, dove
davvero ricca è la partitura dark ambient, tale anche nell'intro della
seguente Firesign, dove, nel finale, ci allieta un breve
(troppo) break progressivo. Con Dark city giungiamo alla
song più metallica del Cd; va a segno l'atmosfera e il mood complessivo
di Shadows descending, che propone anche passaggi doom.
Accenni growl in Externalize, intrigante dark ambient di
un minuto per la strumentale Pure incarnation lustre. Ci
si fosse fermati qui il giudizio complessivo sarebbe stato molto più
favorevole, purtroppo però ci imbattiamo in due pleonastici brani che
nulla aggiungono a quanto finora detto, sicuramente omissibili per
ridondanza. La closer track Fevered in emptiness ridesta
un attimo l'attenzione ormai andata, con un drammatico giro di piano, e
con vocals effettate che forse avrebbero dovuto essere più presenti, se
non la soluzione precipua.
Che dire di "Phantom Minds", se ne può fare
tranquillamente a meno, ma se si è amanti del genere un'ascoltata gliela
si può anche dare, alcuni passaggi male non sono. Di James Allin
consiglio decisamente i Century Sleeper ed i Visionaire,
ne trovate le relative recensioni su questa webzine.
Vaake
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