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ILLUMINANDI
The Beginning...
 
ILLUMINANDI
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ILLUMINANDI
Illumina Tenebras Meas   (Ep)
melodic death
2007 - Self
(Polonia)
www.myspace.com/illuminandi

 

Finalmente sono ritornati, e in grande stile direi: "Illumina Tenebras Meas" è proprio il balzo in avanti che volevamo sentire da questo promettente gruppo polacco ormai all’attivo dal lontano 1998. L’Ep consta di 5 brani inediti presenti in una doppia versione, sia in polacco che in inglese, e il risultato finale è qualcosa di assolutamente trascinante e coinvolgente, dal vivo, se possibile, persino di più (chi ha avuto la fortuna di vederli all’Elements Of Rock, sa bene ciò di cui sto parlando). I passi in avanti rispetto ai lavori precedenti sono evidenti da diversi punti di vista, su tutti una maggiore varietà e freschezza compositiva. Da notare subito come, a differenza di "The Beginning", qui scompaiono le voci femminili (presenti praticamente solo in alcuni bei solfeggi di una soprano in Is qui est) ma sia il violino che il violoncello acquistano decisamente maggior spazio, impreziosendo un sound, dall’incedere deciso ed esplosivo, che ne risente in maniera più che positiva. Il genere cui appartengono gli Illuminandi è sinceramente difficile da definire: gothic, melodic death, persino folk per certi aspetti…insomma fate voi, poco importa davvero, ma provate a metter su questo Cd e vi imbatterete in riff potenti e ritmiche incalzanti, uno scream viscerale che ben si amalgama con il sound delicato ma a volte così deciso e penetrante di violino e violoncello, a cui si aggiunge la calda voce in clean di Jan Trebacz, qui anche chitarrista.

Spetta alla coinvolgente The rider aprire le danze di questa nuova fatica del gruppo, e rappresenta senza dubbio un ottimo biglietto da visita. The 40th day aperta da un bell’arpeggio di violino e condito di alcune spruzzate di hardcore, si contraddistingue per un incedere marcato e per delle ritmiche rocciose che sfociano in un refrain piuttosto catchy. Hymn of all creation, dal gusto folkeggiante ed epico, ha una marcia in più grazie ad una rullante batteria e con il violino che sale in cattedra in tutta la sua bellezza tanto da far pensare che non ci sia davvero miglior strumento per un inno al Signore della gloria. La malinconica The betrayal parte lenta con voce e arpeggi di acustica accompagnati dall’immancabile violino, ma si rivela poi in tutta la sua irruenza, complice anche l’ottima e corroborante prova vocale di Rajmund Jelen che qui alterna in maniera ottimale scream e growl. Degno di nota è anche il brano su cui cala il sipario, Is qui est: gustatevi in tutta la sua bellezza il suo finale in crescendo…un vero spettacolo. È un vero peccato che questi talentuosi ragazzi non abbiano ancora trovato una label che distribuisca al di fuori della loro terra natale questo piccolo gioiellino.

I testi sono incentrati su Dio, sull’amore di Gesù Cristo che, solo, può dare un senso alle nostre altrimenti vacue esistenze: si basano su alcuni passi dei vangeli che descrivono il tradimento di Giuda, su versetti di Matteo che partono dalla tentazione di Cristo nel deserto per parlare poi del grande tentatore e ingannatore, e su alcuni salmi (93, 95 e 96), dei veri e propri inni al trionfo e alla potenza di Dio. Li aspettiamo di nuovo al varco gli Illuminandi, sperando in un full-length, e in una label che distribuisca i loro lavori. D’altro canto, e lo hanno dimostrato nuovamente, i nostri ci sanno fare, e anche qui è evidente che di qualità ce n’è, e parecchia anche.

Ilaria Ricci

VOTO

86

 

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