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"The Beginning…"
è una
raccolta che include il materiale di due demo e 8 tracce live
(alcune inedite) per un totale di 15 brani. Il gruppo, proveniente
da una piccola cittadina del Sud della Polonia, offre un gothic
deciso, a volte graffiante, dalle tinte death in cui si innestano in
maniera egregia violino, violoncello, voce femminile, accenni growl
e scream: ne emerge una grande originalità e varietà nella scrittura
dei pezzi.
L'aspetto migliore dell'album è costituito senza alcun
dubbio dai tre brani che costituiscono il "Demo II". Uscito
nel 2002, a due anni di distanza dal loro primo lavoro, rappresenta
un evidente passo in avanti del gruppo la cui crescita musicale è
evidente: il suono si fa più pesante ma è controbilanciato dalla
crescita dell'aspetto sinfonico. Gli ottimi arrangiamenti di violino
e violoncello risultano essere una carta vincente. I primi tre brani
sono da sentire e risentire: veloci, diretti ed emozionanti. Si
parte con Who will set me free: un inizio lento e
grave nella sua tristezza di violoncello e chitarra esplode poi con
tutta la forza degli altri strumenti, anticipato da un assolo di
violino, in un urlo liberatorio: Gesù è la strada, la libertà, la
forza, la vita. The light, l'unica cantata in inglese,
è armoniosa con decisi arpeggi e profondi backing vocals. …so
we… rivela l'aspetto più aggressivo del gruppo ed è molto
vicina al death con un profondo growling, pesanti riff di chitarra e
violino; il brano tratta la crocifissione di Cristo ed è costituito
dal dialogo tra Pilato, sua moglie, la folla e Gesù che si
rispecchia nelle alternanze di tempi. La tensione è latente e va in
crescendo, il ritmo è velocissimo ma rallenta con alcuni giri di
violino, per poi riesplodere con la chitarra che riprende le stesse
drammatiche note, rallenta di nuovo per trascinarti in un vortice di
tristezza che ti lascia senza fiato.
Nel "Demo I" gli Illuminandi mostrano tutto
il loro potenziale che sarà poi ottimizzato qualche anno più tardi.
Si apre con …and about the other…, bel brano in cui si
ripresenta il cantato in growl ma penalizzato da un produzione così
così che non valorizza al massimo gli strumenti. Si passa per
Don't be afraid, un pò anonima forse, per ritornare su alti
livelli con The cup costruita solo su due versi
ripetuti, dalla melodia accattivante ("Padre se vuoi allontana da me
questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà") in
cui la parte strumentale esprime tutta la sua forza e tecnica. A
chiudere un Halleluja cantato dalla violinista su un
motivo orientaleggiante. I brani live evidenziano una buona tecnica di esecuzione di
un gruppo capace di rendere non solo in studio ma anche dal vivo.
Sono due le tracce non presenti nei demo: Get on! (Zacchaeus),
brano heavy dai pesanti riff e dalle immancabili note di violino
su cui si innestano accenni growl, e The 40th day
dall'inizio commovente, travolgente e tirato ma dall'insolito stile
vocale.
La produzione è davvero ottima per i brani registrati nel
2002 in cui la nitidezza del suono mette in risalto ogni strumento.
Un evidente passo indietro è purtroppo rappresentato dal primo demo,
in cui il suono è abbastanza lontano. I brani sono tutti cantati in
polacco ad eccezione di The light, in inglese (ma
presente nella polish version nelle tracce live); nel libretto,
semplice e curato, è comunque presente la traduzione per comprendere
e "sentire" al meglio i testi. L'album è consigliato a tutti e l'evoluzione cui il gruppo
sembra tendere non può che farci più che ben sperare per il prossimo
lavoro!
Ilaria Ricci |