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ILLUMINANDI
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ILLUMINANDI
The Beginning...
gothic
2005 - Bombworks Records
(Polonia)
www.myspace.com/illuminandi

 

"The Beginning…" è una raccolta che include il materiale di due demo e 8 tracce live (alcune inedite) per un totale di 15 brani. Il gruppo, proveniente da una piccola cittadina del Sud della Polonia, offre un gothic deciso, a volte graffiante, dalle tinte death in cui si innestano in maniera egregia violino, violoncello, voce femminile, accenni growl e scream: ne emerge una grande originalità e varietà nella scrittura dei pezzi.

L'aspetto migliore dell'album è costituito senza alcun dubbio dai tre brani che costituiscono il "Demo II". Uscito nel 2002, a due anni di distanza dal loro primo lavoro, rappresenta un evidente passo in avanti del gruppo la cui crescita musicale è evidente: il suono si fa più pesante ma è controbilanciato dalla crescita dell'aspetto sinfonico. Gli ottimi arrangiamenti di violino e violoncello risultano essere una carta vincente. I primi tre brani sono da sentire e risentire: veloci, diretti ed emozionanti. Si parte con Who will set me free: un inizio lento e grave nella sua tristezza di violoncello e chitarra esplode poi con tutta la forza degli altri strumenti, anticipato da un assolo di violino, in un urlo liberatorio: Gesù è la strada, la libertà, la forza, la vita. The light, l'unica cantata in inglese, è armoniosa con decisi arpeggi e profondi backing vocals. …so we… rivela l'aspetto più aggressivo del gruppo ed è molto vicina al death con un profondo growling, pesanti riff di chitarra e violino; il brano tratta la crocifissione di Cristo ed è costituito dal dialogo tra Pilato, sua moglie, la folla e Gesù che si rispecchia nelle alternanze di tempi. La tensione è latente e va in crescendo, il ritmo è velocissimo ma rallenta con alcuni giri di violino, per poi riesplodere con la chitarra che riprende le stesse drammatiche note, rallenta di nuovo per trascinarti in un vortice di tristezza che ti lascia senza fiato.

Nel "Demo I" gli Illuminandi mostrano tutto il loro potenziale che sarà poi ottimizzato qualche anno più tardi. Si apre con …and about the other…, bel brano in cui si ripresenta il cantato in growl ma penalizzato da un produzione così così che non valorizza al massimo gli strumenti. Si passa per Don't be afraid, un pò anonima forse, per ritornare su alti livelli con The cup costruita solo su due versi ripetuti, dalla melodia accattivante ("Padre se vuoi allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà") in cui la parte strumentale esprime tutta la sua forza e tecnica. A chiudere un Halleluja cantato dalla violinista su un motivo orientaleggiante. I brani live evidenziano una buona tecnica di esecuzione di un gruppo capace di rendere non solo in studio ma anche dal vivo. Sono due le tracce non presenti nei demo: Get on! (Zacchaeus), brano heavy dai pesanti riff e dalle immancabili note di violino su cui si innestano accenni growl, e The 40th day dall'inizio commovente, travolgente e tirato ma dall'insolito stile vocale.

La produzione è davvero ottima per i brani registrati nel 2002 in cui la nitidezza del suono mette in risalto ogni strumento. Un evidente passo indietro è purtroppo rappresentato dal primo demo, in cui il suono è abbastanza lontano. I brani sono tutti cantati in polacco ad eccezione di The light, in inglese (ma presente nella polish version nelle tracce live); nel libretto, semplice e curato, è comunque presente la traduzione per comprendere e "sentire" al meglio i testi. L'album è consigliato a tutti e l'evoluzione cui il gruppo sembra tendere non può che farci più che ben sperare per il prossimo lavoro!

Ilaria Ricci

VOTO

81

 

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