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Ho sempre considerato caratteristica peculiare del melodic
death il riuscire a trasmettere non solo emozioni ma anche sensazioni
fisiche, e quindi immergere completamente l'ascoltatore in uno stato
d'animo. Gli Immortal Souls riescono davvero a esprimersi in
questi due aspetti dell'essere. Ogni nota tradisce il freddo della loro
terra, un freddo non solo fisico appunto ma anche spirituale.
The cleansing è un pezzo grintoso, una
corrente continua di tormento interiore, il liberarsi dal dolore per la
propria condizione di impurità urlando a Dio una richiesta di
purificazione... Si è trasportati con la musica in questo avvicendarsi
di caldo e freddo proprio del tormento, come un susseguirsi di correnti.
Until rallenta decisamente e presenta una sezione ritmica
simile a un forte pulsare cardiaco, trascina l'ascoltatore in un vortice
di confusione e sbandamento con un andamento ipnotico e compulsivo,
un'alternanza fra chitarra arpeggiata e pesanti giri di basso,
rappresentando in questo modo la vita prima dell'incontro con Cristo,
nient'altro che un cieco vagare senza meta e senza scopo. Continua dopo
di essa sullo stesso ritmo anche The prophet che rischia
di sembrare fin troppo simile alla precedente, ma che si differenzia
soprattutto per il tono di voce quasi declamatorio che si erge come una
nave che solca la tempesta descritta dalla musica. A concludere il tutto
Icebound una decisa scarica di adrenalina in cui la
velocità e la furia si incontrano accompagnate da mitragliate di
chitarra e da un ringhiare rabbioso.
Da questo lavoro emerge una notevole capacità di armonizzare tutte le
componenti evitando inutili virtuosismi fini a sé stessi a favore di un
risultato organico e completo; da segnalare anche l'espressività della
voce che colpisce piacevolmente nel suo urlare che unisce razionale e
irrazionale, lacerante e comprensibile nello stesso tempo. Nel complesso
un degnissimo Ep di chiaro e semplice melodic death, capace di
emozionare e suggestionare profondamente.
Sofia Agostini |