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Originale davvero il sound dei quattro finnici che
dopo un paio di demo ed altrettanti - interessantissimi a dir poco - Ep
plasmano finalmente il primo album, che subito si nota essere
caratterizzato da una profonda impronta nella personalità della
proposta, oltre che da una super
produzione. Gli Immortal Souls suonano un pungente death'n'roll
eseguito in modo chirurgico e cantato dall'anche bassista
Särkioja in un non troppo tagliente screaming, con innestati radi accenni death melodici, tipici della penisola nordica, e
avvolgenti momenti, principalmente opera del keys work,
black-oriented.
"Under The Northern Sky" si presenta fastoso con quella
che è probabilmente la migliore traccia della list, Frostmind,
introdotta da una rullata (sempre curiosa all'inizio di un Cd) ed una
eruzione di scream, tastiere e death melodico, per poi svilupparsi
intrecciata null'alternanza di rallentamenti chitarristici e
tessiture ritmiche avvolgenti ed impetuose. Da The cleasing
in poi l'album proporrà costantemente un death'n'roll impreziosito
da refrain quasi solari (sempre in screaming, il clean non farà mai
comparsa) come appunto in The cleasing ma anche in
Dark night under the northern sky, linee melodiche
chitarristiche seducenti (in particolare in Blue flamed fire),
ma anche vigorose accelerazioni e momenti molto aggressivi, che
troviamo ad esempio in The cold northwind e nella
bella strumentale e gioiellino di tecnica Metsäkukkia.
Sorprende Snowfalls, song strumentale dalle melodie
quasi suadenti e vagamente epiche, mentre un po' poco incisiva risulta
essere la nona Winterheart. In Love demise
tra melodie death'n'roll e robusti riff troviamo il miglior assolo
del lavoro; l'album si chiude in grande stile con Painthings,
dove un evocativo riff è seguito da un drumming molto soft: la
tensione sale sempre più fino ad arrivare ad una rullata che ci
riporta a sonorità di nuovo death'n'roll sempre però melodico ed carico di
mood.
"Camminando attraverso queste lande pagane scarico la mia croce
gravemente portata": ciò troneggia, in inglese,
nell'ultima pagina del booklet, passo di Dark night under the
northern sky; le lyrics si basano, tutte ambientate nelle
incontaminate terre del nord, sui temi della purificazione dal
peccato, su momenti di preghiera quasi mistici ritirati tra le
maestose foreste scandinave, sulla metafora delle fiamma di Cristo,
l'unica in grado di riscaldare anche il cuore più freddo tra le
lande più gelide - Cristo che è anche luce tra l'oscurità e infinito
sacrificio d'amore - sulla straordinaria bellezza del creato che
canta la gloria del suo Creatore, ecc., il tutto in modo piuttosto
poetico: davvero bel lavoro, ben reso nel senso anche dal cover art.
Grandioso debut album di una band a cui ora si chiede solo di
confermarsi a questa vertiginosa altezza compositiva anche nei
successivi lavori. Un disco da cui non potete prescindere.
Valerio Mei
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