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Sound a cavallo tra il grind ed death/thrash con
ripetute partiture doom per questo side project dei messicani Hortor,
e più precisamente del solo vocalist Fredy Acosta. Crush-evil da trincea
di guerra santa, moniker (il bafometto è un idolo occultistico), titolo
e front cover sono a dir poco esplicite nel loro approccio
antiluciferino, e se le nove tracce di questo debut propongono strutture
interessanti, da demo di basso livello è la registrazione, che sostiene
le pessime distorsioni chitarristiche e soprattutto vocali, quest'ultime
alla lunga quasi inascoltabili.
L'incedere è andante death/thrash nella prima vera
song seguente il breve Intro, ossia la title-track I
smashed your head: le variazioni ritmiche incluse destano una
certa attenzione, ma la produzione ai limiti dell'amatoriale vanifica
quasi tutto. Non cambia troppo con Massacre brutal, più
rivolta al puro grind: passaggio centrale rivedibile, finale detonante
prima e trivellante in chiusa. Robusto mid tempo che decelera fino al
doom segnato da un trama chitarristica in Suffocation,
sorprende il finale serrato e progressivo. La subentrante
Mutilated corpses parte direttamente doom per poi farsi thrashy
ed alternare i due sound; ma si torna presto al delirio grind prevalente
con Sink the skull of the demons, cui fanno seguito le
vernacolari Entierra en lo profundo mis pensamientos infectados,
anche questa grind oriented con tempistiche variegate, e
Putrefacción, dal proemio inquieto, dal quale sorgono bordate
slowly inframmezzate da up tempo vicini al raw black, nonostante la
incessante presenza del solito growl. L'episodio musicalmente più valido
è la closer Instrumental, forse perché è un death più
pulito e compositivamente ricercato, o forse, ma sicuramente anche,
perché qui il pessimo growl non è presente.
Ho molti dubbi riguardo il futuro del progetto
Impaled Baphomet, per la grossolanità con cui si è presentato con
questo mediocre lavoro forse è meglio terminare qui l'esperimento e
dedicarsi a tempo pieno agli Hortor, che è sicuramente band con
più possibilità di riuscita, pur se ancora con diversi limiti. Per
quanto riguarda questo album dunque, release di cui si poteva fare
tranquillamente a meno.
Vaake
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