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IMPELLITTERI
Impellitteri   (Ep)
heavy
1987 - Relativity Records
(USA)
www.myspace.com/impellitteriofficialsite

 

Siamo nel 1987 quando, con questo Ep pubblicato dalla Relativity, fa la sua prima comparsa nella scena musicale uno dei più veloci e virtuosi chitarristi nella scena White e non solo: Chris Impellitteri. La formazione che ha preso parte alla registrazione di questo Mini Cd è molto scarna, troviamo infatti Impellitteri al lavoro su tutte le chitarre, il mitico Rob Rock alla voce (che tornerà a far parte del gruppo dal 1992 al 2000) ed un buon Silva Loni alla batteria.

Lo stile musicale non è il massimo dell’originalità, questo è sicuro, ma le canzoni sono di grande impatto e molto ben strutturate. La cosa che più impressiona al primo ascolto è che già dal suo debutto il sound generale della band è molto ben definito e rimarrà sostanzialmente quello per tutta la carriera del chitarrista. Anche la qualità audio è decisamente buona per essere la prima uscita di un gruppo. La tecnica di Chris è già ad ottimi livelli e in questo piccolo gioiello di 4 tracce, per una durata complessiva di 13 minuti, ce ne da un’ottima dimostrazione. Anche Rob Rock, nel fiore dei suoi anni, esegue delle parti vocali veramente impressionanti e questo si può notare soprattutto nella splendida opener Lost in the rain. La canzone non arriva alla soglia dei 3 minuti, ma colpisce per potenza e velocità e si rivela essere il pezzo migliore di questo Mini. Le più melodiche Play with fire e Burning invece ricalcano un pò lo stile barocco spesso usato da Malmsteen, come del resto succede per moltissimi altri pezzi degli Impellitteri. La differenza sostanziale tra Chris e il guitar hero svedese, però, sta nel fatto che le canzoni sono molto più curate, evitando così di cadere nell’errore di trasformarle in semplici contorni per gli assoli. La conclusiva I’ll be searching è invece una canzone hard rock che va decisamente fuori dagli stilemi dei pezzi precedenti, ma non per questo meno degna di nota. Infatti, nonostante sia basata su un tempo abbastanza lento e trascinato, la funambolicità degli assoli non viene mai meno ed è possibile anche qui ascoltare la chitarra trillare in modo impressionante e le scale volare a velocità incredibili.

In conclusione posso tranquillamente affermare che questo è uno dei migliori debutti che mi è capitato di ascoltare. Ai fan più accaniti del chitarrista, ma anche a chi semplicemente lo apprezza senza farne un idolo, posso consigliare vivamente questo Cd sia per il fatto che non ha nulla da invidiare ad alcune sue pubblicazioni successive, sia perché è molto interessante constatare le ottime qualità che questo musicista ha dimostrato fin dalla sua prima uscita.

Stefano Bellon

VOTO

88

 

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