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Un background artistico solido quanto blocchi di
granito, che sono poi sontuosi full-length dalla caratura di
"Screaming Symphony" o "Eye Of The Hurricane", il progetto
Impellitteri, con nel carniere otto studio-album e due Ep, si
ritrova ora a dover ridimostrare se stesso dopo l'ambigua parentesi
(siamo sicuri?) modernista di "Pedal To The Metal"; nel farlo
l'axeman e mastermind Chris Impellitteri torna alle origini, riportando
in line-up il super singer Rob Rock, e virando di nuovo deciso verso
l'old-school sound, stavolta fortemente incline al US power, maturato da
Rob nel suo omonimo progetto solista Rob Rock.
Quarantadue minuti e dieci convincenti episodi,
dove nulla di nuovo si crea ma dove tutto ciò che si fa è perfetto e di
gran classe: Rob è vigoroso e passionale, Chris è un profluvio
ininterrotto di virtuosismi che ben si incastonano all'interno di
complesse trame arrangiamentali; il sound dal metronomo spesso in
up-tempo è fresco e pimpante, a tratti magniloquente senza scadere nel
manieristico; efficaci i rimandi hard'n'heavy ottantiani, fascinose le
puntate neoclassical. Ouverture è la title-track Wicked maiden,
acutone e shred come antipasti, sovraincisioni e coralità per un Rob in
stato brillante. Adrenalinico il power/heavy con catchy refrain di
Last of a dying breed, enfatica e arricchita di
un'entusiasmante pattern solistica Weapons of mass distortion.
Le reminiscenze eighties si materializzano tangibili in Garden of
eden, tronfia di appeal, mentre spazia iridescente in mid-tempo
tra neoclassical e hard'n'heavy con solos a cascata The vision.
Siamo ad Eyes of an angel, e qui nel chorus torna
(piacevolmente!) alla mente l'indimenticabile Poison del
neoconvertito Alice Cooper. Con Hi-scool revolution
approdiamo all'episodio più sperimentale dell'opera: heavy dall'anima
blues-country, con registro vocale costantemente ai piani alti e
vibratissimi assoli al fulmicotone. C'è tutto lo stile dei Rob Rock
nella stentorea power song Wonderful life, inquietudini
tastierose e climax melodico particolare per le seguente Holy man;
come closer degna è The battle rages on. Da notare la
totale assenza di ballad.
Christian band a regime parziale ("Chris and I and
Ken Mary are all Christians, but James and Ed and Glen, our touring
drummer, don't necessarily proclaim themselves as Christians" afferma
Rob Rock), i testi trattano di tematiche sociali e spirituali, con
evidenti puntate alla dottrina cristiana (Garden of eden e
The vision su tutte), fino a giungere al cristocentrismo
più esplicito (You can't deny the Christ anymore / He rose so high above
the law / The holy man will come again / The wrath of God - the end of
the age / Born of a virgin foretold in the past / Fulfilling the words
that the sages forecast / Cursing the devil and the demons of night /
Bringing salvation to the children of light. / Miracle man on a mission
of love / Showing the signs from above / Political rivals and skeptical
eyes / Spreading their lies to corrupt. / He walks among the dead, The
holy man / He sits upon the throne, The holy man) di Holy man.
Gran bel disco e ritorno alle proprie radici per gli Impellitteri,
ora possiamo essere certi - rispetto al dubbio avanzato in apertura -
che "Pedal To The Metal" fu effettivamente solo una parentesi
figlia del mainstream del tempo, sostanzialmente da dimenticare, almeno
quanto questo "Wicked Maiden" è da non perdere.
Vaake
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