|
Con gli In Grief, qui all'esordio assoluto,
il norvegese David Sandvik può finalmente contare su una band a tutti
gli effetti tramite la quale aver materia prima che il suo scalpitante
talento compositivo possa plasmare, come solo in parte ha potuto fare
nei christian acts Sjelehost e, soprattutto, Roots Of Tragedy,
one man projects con una Ep release a testa nel carniere. Il sound in
questo nuovo moniker fuoriesce dai recinti del death/black doom funereo
per accasarsi in un death melodico slowly e atmosferico, poco swedish e
dal mood emozionale.
Aperto da un keys intro, epico, pomposo ed ambient,
il lavoro contiene altre sei tracce dove il death melodico è il sound di
riferimento, che si arricchisce di volta in volta di partiture doom
atmosferiche, fugaci tempi alticci e cadenzati massivi. Non mancano
buoni momenti di clean vocals e trame chitarristiche a tessere melodie
portanti, come pure il lavoro solistico, anche accentratore, reso a
tratti più onirico dall'uso di effetti. A sovrastare il coacervo sonoro
è il possente deep growl di David, indiscutibile valore aggiunto del
platter. Quasi tutti gli episodi propongono un breve intro ambient, tipo
il doom con grida per I am, l'ambient stradale con poco
interpretabile detonazione per Invited war, il ticchettio
di orologio e la casualità radiofonica per Modern truth
(la traccia con più puro swedish riffing di "Deserted Soul").
Nella quinta e title-track ad imporsi come variante è un dark ambient
sintetico con proclamato filtrato, bello il clean
ipocondriaco-decadente, mentre è aulico il death e cupa l'aere di
In the end. A commiato è posta Weak, 9:30
piacevoli, ma che tuttavia non aggiungono alcunché di nuovo a quanto già
dato, se non, in parte, il bel leitmotiv tastiero-sinfonico.
Buon lavoro, che pecca un poco di ridondanza ma che
introduce nella scena cristiana una band di sicuro valore e di
interessante prospettiva futura, anche in ambito live. In chiusura di
recensione dedicherei un pugno di righe all'ottimo operato della
christian label statunitense Bombworks Records, che sta portando alla
conoscenza del mondo metal tutto ottime white band, grazie ad una
diffusione capillare dei promo dei propri artisti, i quali possono anche
contare su produzioni di alto livello. Al lavoro dell'etichetta va
dunque il nostro plauso, oltre che ovviamente il nostro pieno sostegno.
Vaake
|