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Sorpresona fin troppo silente dalla solitamente
pirotecnica e rumorosa California. Con l'autoprodotto (in sole 100
copie...sigh!) Ep "Understanding The Reflection" debuttano tutto
sommato senza che nessuno se ne sia davvero accorto gli In The Image
Of, talentuosissimo terzetto (più un guest drum programmer) dedito
ad un incisivo gothic progressivo e piuttosto ibrido con soluzioni
melodic death, che ricorda importanti act quali Riverside, The
Gathering e Royal Anguish, pur mantenendo una personale
fisionomia. Sorprende la maturità artistica di questi ragazzi: se a
livello compositivo qualche miglioramento in termini di fluidità va
apportato, del resto gli arrangiamenti sono molto complessi, quanto a
tecnica il trio sbalordisce, a partire dalla serafica voce femminile
dell'anche tastiero-pianista Christabelle, per arrivare al maestoso
lavoro solistico del virtuoso Corey Benjamin.
Sei episodi compongono la tracklist, introdotta da
Angel etude, dark ambient minimale con pioggia leggera sul
quale si intromette un piano ossianico dalle struggenti armonie; sale il
pathos che ci proietterà senza soluzione di continuità a The
battlefield: "Are you an angel?" recita ingenua una voce di
bambino, di lì parte un elegiaco gothic progressivo che in tutto rimanda
ai maestri Riverside, ad eccezione della sostanziale presenza
della female vocal, assente nel combo polacco. Arioso è il refrain in
doppia voce con rapidissime scale chitarristiche in backing, e di qui il
sound muta profondamente, divenendo prima massivo ibrido di gothic e
death melodico in stile Royal Anguish (band che i nostri
chiaramente conoscono) ed infine etereo distensivo sulla scia
storicamente tracciata dai The Gathering. Traccia capolavoro, cui
succede A song of forgotten innocence, aperta in modo non
troppo convincente tra minimalità e leggerezze fluttuanti e chiusa da un
fascinoso ambient; se non trascina il clean maschile strabilia tuttavia
l'assolo centrale. La moniker-track In the image of nei
sui 7:46 alterna chitarroni e gothic pomposo in stile Tristania,
con minimalismi atmosferici nei quali si sperimentano vari registri
vocali (effettati, lirici, parlati) e partiture prepotenti con urlati;
anche qui grandioso l'assolo, stavolta neoclassico, che veicola alla
chiusa della song. Segue l'adrenalinica Understanding the
reflection, il metronomo sale, le progressività si fanno più
intense, appaiono anche minimalismi eterei e lirici e break di puro
death melodico dove per la prima volta appare il growl; a segnare la
traccia sono però gli straordinari vocalizzi della soprano, davvero
singer eccezionale e meritevole di ben altri palcoscenici. Chiude in
bellezza l'eccellente Ep It is finished, strizzata summa
di tutto quanto abbiamo apprezzato.
Gli spigoli da affinare riguardano alcune soluzioni
scritturali e sperimentali che francamente sono risultate poco riuscite,
e tendono di conseguenza a frenare gli altrimenti facili entusiasmi,
così come pure il rivedibile clean maschile: ma per il resto la band è
validissima e propone un sound variopinto e seducente. Gli In The
Image Of sono sicuramente pronti per venir fuori forte, e speriamo
possano trovare oltre che un vero batterista una label che gli assicuri
la visibilità che meritano.
Vaake
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