Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
IN VAIN
Will The Sun Ever Rise?
 
IN VAIN
The Latter Rain
 
IN VAIN
Mantra
 
INTERVISTA
24/4/2013
 
IN VAIN
Live Report (29.4.2013)
 
 

 

IN VAIN
Wounds   (Ep)
avantgarde
2005 - Self
(Norvegia)
www.myspace.com/invainno

 

Gli In Vain sono un astro nascente del firmamento norvegese e con questo "Wounds" immortalano la loro seconda tappa esistenziale, che è ancora un Ep. Forse affrettatamente considerati una christian band loro stessi hanno specificato che solo una parte dei membri del sodalizio è effettivamente cristiana; le liriche parlano sì di fede, ma non certo in toni predicatori e neanche di viva testimonianza. Li recensiamo lo stesso in quanto il loro primo notevole "Will The Sun Ever Rise?" concedeva di certo molto meno spazio al dubbio e perchè comunque sono stati inseriti nel movimento - soprattutto per iniziativa del celebre webstore scandinavo Nordic Mission  - a cui anche noi facciamo, anche se non pedissequamente, capo. Liriche poetiche e adornate di suggestive immagini fideistiche (I wish I could find a ship / and just sail on by. / Let the wind guide me / all the way. / Watch all the birds leave / and follow them. / In search for warmer land. / The rebirth of time. / Will leave no man behind. / The rebirth of time. / Will conclude the faith of all mankind. / Relieve us of our torment) solo due delle quattro tracce, tutte peraltro superiori ai sette minuti per ben 28 complessivi di durata, sono in inglese, le restanti in norvegese.

Il sound della band, all'interno di una produzione eccezionale, è complesso ed eclettico, con black, death, doom, gothic, sinfonie, accenni fusion ed hardcore, un vero e proprio avantgarde di matrice Arcturus che però capita tenda volentieri all'extreme dei Kekal, ma anche degli Extol per alcune filature ritmiche di sei corde. Arpeggi acustici, partitute black con scream e growl, mood solare ed extreme kekaliano, e poi rilassamenti dalla ritmica quasi dormiente con lento assolo e cantato in clean, singolo e polifonico: tutto questa gran varietà è l'opener October's monody, a cui succede Det rakner!, più sperimentale, a tratti intensa e dalla tessitura articolata, volta però più che altro ad aperture adagiate su una avvolgente solarità che sfocia in un doom malinconico con vocalizzi filtrati e tanto di violoncello. Piuttosto prepotente è l'attacco di In rememberance, melodic death oriented assai strutturato: all'improvviso uno stacco fusion con sax anticipa un riff tastieristico inquieto, le chitarre eruttano e le linee vocali (opera di un guest) sono qui palesemente hardcore; a condurci alla fine è la keys, fosca, di prima. Epilogo di "Wounds" è appunto Epilogue: Alene. Pianoforte sconsolato, violoncello e decadenza: è cuori in inverno. Ecco che i tempi si vivacizzano e strane voci narranti introducono il grande chorus melodico, che però dura poco perchè presto ripiomba il malinconico crepuscolo.

Un disco non propriamente immediato, com'è del resto scontata consuetudine per qualsiasi opera musicale faccia capo a matrici avantagarde, ma che se si ha la pazienza di scoprire adagio, sfogliando le pagine solo dopo aver letto e riletto attentamente tutte le righe e tutte le note, si può allora giudicare per la sua effettiva caratura, che risulterà sorprendente. Nella speranza che in loro si attizzi la (vieppiù flebile?) fiammella dello zelo della fede, ne attendiamo senz'altro il primo full-length, sicuri che almeno musicalmente non ci deluderà.

Vaake

VOTO

84

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it