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Erano stati
criticati da più parti (giustamente o no, decidetelo voi) per aver
utilizzato un monicker ed un logo praticamente speculari a quelli dei
più noti e affermati connazionali Evergrey. D'altronde però dell’artwork
del loro primo full-length se n'è occupato proprio un certo Mattias
Norén, mente della ProgArt Media che ha appunto curato la veste grafica
degli Evergrey, e tra gli altri di Kamelot, DGM,
Ayreon… Forse spinto
proprio da questo tipo di pressanti quanto implacabili bocciature, il
gruppo svedese ha recentemente deciso di cambiare nome in Incrave,
rinnovando il proprio look. Per l’occasione viene riedito il loro self
titled album, uscito nel 2006, (qui
già recensito e a cui rimando per approfondimenti) con un nuovo titolo,
"The Escape", infarcito dall’aggiunta di una bonus track,
The masquerade.
L’album pur non
spiccando per un songwriting particolarmente innovativo e ispirato - non
fa gridare al miracolo, è vero, forse i nostri potevano osare di più -
tuttavia alla fin dei conti risulta essere lo stesso piacevole. Su tutto
spicca la buonissima produzione e la caratura dei suoi musicisti, in
particolare è ottima la prova del vocalist Kohan Falk. La bonus qui
presente si colloca sullo stesso livello degli altri pezzi: la già
citata The masquerade si rivela un buon mid-tempo dalle
ritmiche incalzanti e cadenzate, dal riffing deciso e da un ammiccante refrain.
Insomma non scorre
niente di nuovo sotto i ponti, ma se ve lo siete persi in passato
andatevi a rimediare il lavoro con cui gli Incrave si
riaffacciano sulla scena. Credo proprio che gli amanti del melodic heavy
non ne rimarranno delusi.
Ilaria Ricci |