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INEVITABLE END
Inevitable End
 
INEVITABLE END
The Severed Inception
 
 

 

INEVITABLE END
Reversal   (Ep)
death
2006 - Self
(Svezia)
www.myspace.com/inevitableend

 

Altro Ep dei quattro svedesi che questa volta ci propongono un death/brutal di grande levatura e vogliono stupirci con "effetti speciali" come voci effettate e grugniti di grande rabbia e imperiosità. Il loro precedente lavoro ha lasciato buone impressioni nel pubblico di ascoltatori di white metal, facendo presagire un eventuale secondo lavoro probabilmente all’altezza, se non meglio, del precedente. Il disco ci propone tre brani solamente, ma credo che bastino ad esprimere tutta la violenza inaudita che questi svedesi ci vogliono comunicare. Perché il messaggio cristiano deve scuotere le coscienze, e per farlo quale miglior metodo di ingaggiare battaglia con le forze infernali (come ci suggerisce il Vangelo) e impugnare le armi (gli strumenti in questo caso)?

Gli svedesi ci propongono il primo brano Reintegration che parte subito grintoso con potenti rullate di batteria e un intenso uso di doppia cassa, mostrandoci la loro vitalità con un growl di una acutezza impressionante. I riff sono monolitici e imponenti, e nonostante l’apparente monotonia esprimono la totalità del messaggio cristiano, a volte si fanno più pesanti, a volte più veloci, proprio per denotare una non-staticità del messaggio musicale. Gli stessi riff si fanno poi più coraggiosi e intraprendenti nel successivo bridge che ci porta nuovamente al refrain del pezzo. La voce si fa più cupa e gutturale, motivato dal fatto che il brano si fa più duro e abrasivo, dopoché si chiude subitaneamente. La seconda track, Past darkness, ci porta in stretti e angusti passaggi che il cristiano deve necessariamente attraversare, perché la via larga come dice Cristo conduce alla perdizione, e allora il miglior modo che gli svedesi hanno di comunicarci questo in musica è con riff animaleschi e a tratti convulsi, la voce sempre più contratta in un grido di lancinante dolore. Gli intermezzi fra refrain e i riff sempre più sparati sono composti da linee di chitarra marcescenti e che trasmettono una sensazione di apparente impotenza, ma tutto ciò viene chiarito dalla parte successiva, dove il pezzo ci ricorda di che pasta è fatto un milite di Cristo, grazie al sapiente uso della chitarra e delle "notevoli note" che essa produce; la track si conclude degnamente con altrettanti degni riff a catena.

Il terzo e ultimo brano Indweller ci abitua a ritmi forsennati (ancor di più di quelli dei brani precedenti) iniziando con un breve accenno di chitarra e batteria in risoluzione inferiore, che esplode subito (e la doppia cassa si fa sentire come non mai) con un growl furioso ma nonostante tutto pieno di amore per Cristo. Non cambia la sostanza rispetto ai precedenti brani, ma la forma con cui viene proposta la track: questa è forse ancora più curata delle precedenti e denota una linea compositiva ancora maggiore delle altre due, i riff sono taglienti come rasoi, come se il chitarrista fosse pronto a testimoniare la propria fedeltà a Dio, e gli altri componenti del gruppo non sono da meno. Nota particolare al vocalist che si sgola proprio per dare manforte ai suoi compagni, riuscendoci senza dubbio ma perdendo un po' di mordente nei punti salienti, dove sarebbe richiesta maggiore prestanza vocale. Il demo non è dei più ricercati in fatto di tecnica, quanto più nella potenza ed espressività delle track. Aggressivo e dirompente sono due termini più che adatti a descriverlo, e ciò soddisfa ampiamente le aspettative.

Diego Vacca

VOTO

78

 

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