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Due anni sono passati
dall’ultima fatica degli Inhale Exhale. Dopo il debutto nel 2005
con "The Lost, The Sick, The Sacred", uno di quegli album che
davano al metalcore un brutto nome, i nostri ci presentarono il
notevolissimo "I Swear...", che fu per loro un passo nella
direzione giusta. Dopo questo enorme miglioramento, di solito i gruppi
prendono una delle due vie: 1) continuare sulla stessa strada,
producendo un nuovo lavoro dallo stesso sound del precedente, causando
però nell’ascoltatore la perdita dell'interesse nel gruppo; 2)
continuare a fare passi in avanti. Sono felice di dire che, gli
Inhale Exhale con il loro ultimo album, "Bury Me Alive",
hanno scelto la seconda via.
Dalle note iniziali della opener, Rooms, notiamo subito
che il sound dei nostri si è appesantito moltissimo, e si è inquinato di
sonorità mosh e mathcore. Il chitarrista John LaRussa ci dimostra la sua
versatilità, presentandoci un sound leggermente deathcore in certi
punti. Segue il singolo Did you ever have a touch to lose?,
che si presenta come il pezzo più orecchiabile, pur rimanendo complesso
e intricato allo stesso tempo; davvero notevole il bridge, che ricorda
un po’ gli ultimi Advent. Sorprendenti i tocchi di swedecore
presenti nel pezzo, che lo rendono sicuramente la highlight del platter.
L’album poi prosegue in una scia di brani aggressivi e violenti, che si
differenziano tra loro, rendendo l’album originale e fresco di idee. Da
citare sicuramente sono Condemned per i fan dell'emocore,
Over and out per i fan del mathcore, A dark place
for your mind to be per i fan dei defunti Akissforjersey,
e Thin black lines per i fan del moshcore. Ma onestamente
è difficile scegliere una traccia come la migliore, data la bellezza di
questo lavoro.
Con "Bury Me Alive" gli Inhale Exhale dimostrano che c’è
ancora potenziale di innovazione per il metalcore. Se dovessi trovare un
pelo nell’uovo, direi che si tratti di alcuni coretti emo che il gruppo
ha mantenuto dai loro precedenti lavori. Non dico che i cori emo siano
brutti (infatti, se fatti bene, a me piacciono anche), però in questo
album, molto più aggressivo dei precedenti, poco centrano. Per il resto
il Cd è grandioso, e lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del
metalcore e a chiunque voglia avvicinarsi al genere.
Christopher Warman
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