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Amano definirsi
"metal crossover", perché sostengono che differenti siano le influenze
di ciascun membro del gruppo. Tali differenze sono molto pronunciate fin
dal primo ascolto. Eppure, influenze profondamente gothic sono
distinguibili nella bella voce della singer
Gisela Fleitas e
di certo non aiutano quella portata heavy in riff e colpi di pedale.
Nell’attesa del
loro primo album, le songs che compongono questo Ep sono godibilissime,
anche se un po’ monotone. Apriamo con Mortal agonía, che
dà il titolo al lavoro; dopo un’intro doom che innalza la voce
evocativa, la song si rivela ritmicamente accattivante, mentre un timido
assolo pare solo abbozzato. La song ci parla di una’agonia mortale di
un’anima alla ricerca di Dio: "Escapo de mi interior / huyendo de lo que
yo soy / dame Tu amor". Nel secondo cambio di ritmo, il chitarrista
prova ad incantarci, senza grossi stimoli.
Di ispirazione
stoner, Origen si realizza prevalentemente come
un’orecchiabile heavy; la curata voce della singer però non dà quella
forza che in certi passaggi necessita proprio questa song. "Aquel que
murió con los brazos abietos / Jesús espero por ti, ¡ayúdame!".
Dolcissima song, "¿De qué lado de la luna Tu rostro asomaste? / ¿Dime
cómo me encontraste y adónde quiere llevarme?", semplici parole che
racchiudono tutto il tema di Luna; un solo di vecchia
scuola heavy lascia il posto ad un ritmo più sincopato. Chiudono i
vocalizzi della singer, poco adatti a questo pezzo.
Il progetto
Inmortal è nato all’interno di una chiesa di Santa Fa dai coniugi
Diego Gomez
(chitarra) e Gilesa, ed è un bell’esempio di convivenza cristiana fra
realtà diverse, ma pur sempre unite dall’unico vero Padre. Gli altri
componenti sono: Juan Manuel Rivarola (chitarra), Leonel Noseda (basso),
Diego Canciani (batteria). Come prima opera non è male anche se, dopo il
secondo ascolto, ci si chiede: ma cosa stiamo ascoltando? Credo che,
dopo la partecipazione a diverse manifestazioni (come sta accadendo
attualmente), il sound sia cresciuto e magari sia più definito. In
attesa.
Roberta Cannone |