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JACOBS DREAM
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JACOBS DREAM
Jacobs Dream
 
JACOBS DREAM
Theater Of War
 
JACOBS DREAM
Drama Of The Ages
 
JACOBS DREAM
Beneath The Shadows
 
 

 

JACOBS DREAM
Dominion Of Darkness
epic
2008 - Self
(USA)
www.myspace.com/jacobsdream

 

Lasciata nostalgicamente alle spalle l'epopea con la Metal Blade, constata di tre album e non poca fama nella scena epic power mondiale, il maturo ensemble dall'Ohio dei Jacobs Dream si ritrova a far uscire senza contratto discografico il suo nuovo lavoro, "Dominion Of Darkness". Dev'essere stato un tremebondo smacco per la creatura di James Evans e John Berry, anche perché il materiale assemblato dall'ultimo "Drama Of The Ages" del 2005 era molto, e l'incredibile estensione (quasi 78 minuti!) di "Dominion Of Darkness" lo testimonia; le tredici tracce oltre che ben composte appaiono anche piuttosto cariche di epico pathos, ma si percepisce come mancasse una certa tranquillità nella realizzazione di un platter che alla fine ne è uscito prodotto frettoloso: viene da pensare che le registrazioni siano state concentrate nel minor tempo possibile, proprio in vista del limitato budget stavolta investibile. Dispiace che una band di tale caratura debba abbassare la qualità della propria musica per mancanza di una label, ma con "Dominion Of Darkness" pare essere andata così.

Interminabile sequela di metallo epico, come al solito fortemente contaminato da power e prog, di carne al fuoco ce n'è davvero tanta, per quantità più che per varietà, dato che la stilistica delle tracce non si rivoluziona mai da un episodio all'altro: tuttavia gli Jacobs Dream riescono ad apportare sempre (o quasi) le opportune varianti al songwriting tali da smorzare le (ridondanti - quelle che stufano) sensazioni del déjà écouté. A rendere l'opera non entusiasmate concorre anche la prestazione vocale di Chaz Bond: voce maschia ed epica, qualche acuto e qualche sporadico growl, ma nel complesso piuttosto piatta e poco incisiva, anche qui frettolosa. La struttura delle track, tutte oltre i 5 minuti con la sola eccezione della quinta Don't talk, dal catchy chorus, prevede sempre ritmiche arrangiate, possenti ed epiche, mai in up tempo, con mood chitarristici epici, solos vibrati e bridge progressivi a dividere i chorus, piacevoli ma mai memorabili. Ottime l'opener Demon world, Hands of doom, così come l'infoschita Dissolution of purity (Now here we are / puppets in this game unless we choose to stand against it / we’ll never be the same / so rise up take your place in line / at our eyes can see / no more dissolution of purity), passaggi invece evitabili sostanziano in Can't break, Violent kingdom e nella prolissa closer Mercy killing, orpellosa nel suo finale a sfumare. Destano l'attenzione dell'epico astante diverse partiture ossianiche, che solennemente avvolgono nella tempestosa e aulica Curse of antikythera (The world of science scoffed / the figures must be off / refusing to believe in God or eternity / But what if it were true / what if there’s a debt to pay / sinners in the hands of a God), come nell'ipocondriaca e passionale Awaken the man. L'acme dell'epicità sfoga nella centrale Dark alliance, pregna anche di un inatteso break melodeath growlato.

Buon disco, se fosse di una sconosciuta band all'esordio; per un nome affermato e celebrato come quello dei Jacobs Dream, con alle spalle grandi dischi quali "Jacobs Dream" e "Theater Of War", invece un preoccupante passo del gambero. Tuttavia "Dominion Of Darkness" brutto non è, e la qualità musicale dell'act statunitense seppur non sfolgori come in antichi fasti, viene però mantenuta alta in un lavoro che i fans potranno apprezzare, ma che difficilmente colpirà chi casualmente vi si imbattesse.

Vaake

VOTO

73

 

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