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JACOBS DREAM
Demo
 
JACOBS DREAM
Theater Of War
 
JACOBS DREAM
Drama Of The Ages
 
JACOBS DREAM
Dominion Of Darkness
 
JACOBS DREAM
Beneath The Shadows
 
 

 

JACOBS DREAM
Jacobs Dream
epic
2000 - Metal Blade Records
(USA)
www.myspace.com/jacobsdream

 

Un corposo demo autoprodotto per il rodaggio e tre anni dopo la band di Columbus nell'Ohio dà luce al suo primo album, uscito per la potente Metal Blade, l'omonimo "Jacobs Dream": qui le liriche di un'epicità incandescente (Storm clouds gather as the winds of change are brewing / Angels raging for their Masters' jealous furies) enfatizzano una cristianità battagliera (This blood has a power to heal your wounds / To break the spell of the curses chains / Come bathe in the Lion's blood / The bleeding tree / Eloi! Eloi! Lema) che molto mutua dal (puro) spirito crociato. L'aggressività grafica dell'artwork ci proietta drammaticamente in questa dimensione guerriera. Il sound non poteva dunque che essere epico, così è: l'epic old-school è palpabile in ogni singola nota ed in ogni singola parola musicata dell'ottimo singer David Taylor, nell'ultimo "Drama Of The Ages" purtroppo rimpiazzato dal volenteroso ma assai più limitato ex Biogenesis Chaz Bond: nel songwriting tendenzialmente heavy troviamo ben inserite influenze tipiche del power statunitense nonchè intelaiature prog.

Kinescope è la canzone di apertura, la ritmica è grassa ed impreziosita da accennate tastiere, il cantato di Taylor è già epico e lo sarà ancor più nel catchy refrain; diversi solos e strutture progressive fanno la loro ottima figura, fascinoso è il passaggio fosco con accenni di growl e scream. É la tastiera, ora più protagonista, a chiudere la track e ad aprire la seguente, Funambulism, maggiormente tirata e dall'accattivante linea melodica: il riffing qui è davvero irruento, ma ad emergere è un lungo sognante e guerresco assolo, oltre che l'epicità viscerale del timbro vocale del dickinsoniano singer. Grandiosa canzone! Scape goat si nota per il parziale utilizzo di effetti distorsivi ridondanti alle voci, compresa quella della guest femminile: il sound è massiccio ma il chorus poco coinvolgente. Oscuro synth, vociare stridulo, tastiere cupe e sinistro riff colpiscono nel segno in Mad house of Cain, mentre Tale of fears è cadenzata e volta alla malinconia, sia tastieristica che solistica, ma anche ricca di acuti e sovraincisioni: il finale è una vigorosa sferzata.

L'episodio clou del disco è a mio avviso l'entrante Crusade: epicità sontuosa, drumming violento, tastiere  onnipresenti, superlativo refrain ed un grandissimo, ma davvero grande, Taylor. Black watch è strumentale e più power-oriented, propone un bel lavoro solistico, delirante nel finale. Il power torna anche nella seguente Love & sorrow, che però si rifà ben presto epica nel consueto Jacobs Dream style: notevoli sono gli stacchi di puro prog ma sottotono è la melodia canora. The gathering è accattivante ed anche progressiva, Never surrender vanta inserti elettronici e viscerali acuti, la conclusiva The bleeding tree si caratterizza invece per lentezza, atmosfericità ed epicità. C'è spazio in questi cinquanta minuti scarsi anche per la bonus Violent truth, bastonante heavy privo di troppi dolci compromessi. Un gran bel Cd sia per gli amanti dell'old che del new style. Per molti il capolavoro del gruppo è il seguente "Theater Of War", ma non è affatto detto che questo qui non sia migliore.

Valerio Mei

VOTO

84

 

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