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JACOBS DREAM
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JACOBS DREAM
Jacobs Dream
 
JACOBS DREAM
Drama Of The Ages
 
JACOBS DREAM
Dominion Of Darkness
 
JACOBS DREAM
Beneath The Shadows
 
 

 

JACOBS DREAM
Theater Of War
epic
2001 - Metal Blade Records
(USA)
www.myspace.com/jacobsdream

 

Secondo lavoro targato Metal Blade per questa christian band from U.S.A. (Ohio) nata nel 1994 come Iron Angel per poi cambiare nome nel 1998 in Jacobs Dream (esisteva già un’altra band con quel monicker). Rispetto all’album d’esordio bisogna segnalare alcuni cambi in line-up, i due chitarristi Gary Holtzman e Jon Noble cedono il passo a Derek Eddleblute. Questo nuovo "Theater Of War", dallo stile inconfondibilmente old school e dalle ritmiche mai troppo serrate, offre sì alcuni spunti più aggressivi e più melodici, grazie anche all’utilizzo seppur limitato delle tastiere, ma come nei precedenti lavori trova i suoi punti di forza nelle liriche, dal lodevole ardore epico e cristiano, senza dimenticare il talentuoso singer David Taylor che molti accostano al grande Bruce Dickinson. L’album contiene 7 nuove canzoni e 2 remake presi dal "Demo" d’esordio datato 1996, che nel complesso vanno a realizzare un buon disco, valorizzato anche da una migliore qualità di registrazione, ma che non riesce del tutto a mantenere le aspettative create all’uscita dell’omonimo primo full-length "Jacobs Dream".

Si parte con i potenti riff di Sanctuary che poi sfociano in un chorus epico e melodico dalle liriche trascinanti (I won't hear the voices of strangers), proseguendo eccoci subito all’evocativa introduzione della title track Theatre of war: attraverso le mani di Caino la guerra entrò nel mondo per la prima volta. Naturalmente il sound è quello inconfondibile e ruvido dell’old style metal, dai potenti riff e dalle altissime note vocali del singer che ritroviamo anche in Traces of grace, dagli ammonenti contenuti a sfondo sociale: "We live in faithless torment. / Like a puppet on a string… / I'm hoping, reaching, searching for traces of grace". Arriviamo poi a Wisdom, canzone dalle bellissime strofe ripescata dal demo d’esordio che nella nuova versione suona decisamente meglio: "Challenge will come. / Storms will rage against your heart… / Face them and be strong. / Face them and be strong". Grande potenza in The warning, ruvide chitarre accompagnate da un atmosferico sottofondo di tastiera, a malapena percettibile, intervallate da stacchi melodici ed epici assoli di chitarra. Giunge ora il momento del secondo remake del disco: Sarah Williams, splendida e malinconica ballad nello stile del metal classico che accompagna il soffocante dolore dell’imperdonabile.

De machina est Deo è uno dei pezzi forti del disco, un’energica strumentale dal sound epico e melodico di ottima tecnica in cui possiamo apprezzare l’estro dei chitarristi Derek Eddleblute e John Berry, senza dimenticare il fondamentale apporto dei rimanenti James Evans (basso) e Billy Queen (drums). Poca melodia, ritmiche pesanti e qualche bel riff di chitarra in Black souls, per poi arrivare direttamente all’ultimo atto con Critical mass: in questa ultima traccia il songwriting esce un po' dagli schemi per inserire nell’epico calderone anche qualche nota dal sapore thrash, suoni campionati e qualche apprezzabile passaggio prog. In definitiva non si può di certo gridare al capolavoro ma sicuramente questo "Theater Of War" rappresenta un’ottima espressione del metallo pesante di stampo classico, senza troppi arzigogoli, dall’ascolto non troppo immediato ma reso prezioso da un'ottima composizione dei testi dal grande fervore cristiano.

Andrea Mennichelli

VOTO

80

 

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