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JOHN ELEFANTE
Defying Gravity
AOR
1999 - Pamplin Music
(USA)
n.d.

 

Cantante e tastierista di grande talento, John Elefante vede la luce della ribalta nel 1982 quando, a soli 24 anni, gli viene affidato il difficile compito di sostituire Steve Walsh nei Kansas. Con il suo determinante apporto la band realizza due splendidi album: "Vinyl Cofessions" (1982) e "Drastic Measures" (1983).

Ma è solo dopo l’uscita dai Kansas che John decide di dedicarsi anima e corpo al rock cristiano. Insieme al fratello Dino crea la casa di produzione Pakaderm Records e produce numerose band cristiane, tra cui i Petra. Tra i suoi progetti musicali non si possono dimenticare gli interessanti Mastedon, ma ottiene i risultati migliori con i suoi solo album: "Windows Of Heaven" (1995), "Corridors" (1997) e "Defying Gravity", un’ottima prova di lite A.O.R. che potrà forse deludere chi si aspetterebbe dei tipici brani hard rock nello stile dei Kansas ma che si presta come colonna sonora ideale per i momenti più rilassanti e introspettivi. I nove brani che compongono l’album in questione portano l’ascoltatore in un clima di grande pace e armonia senza tuttavia risultare mai noiosi. L’ex enfant prodige dei Kansas ha classe da vendere e lo dimostra anche sotto il profilo lirico con testi mai scontati che testimoniano come la musica rappresenti per John un mezzo per avvicinarsi a Dio (There's a place I can go where I know You'll be / I just close my eyes and let Your love take hold of me).

Da brani anthemici e suggestivi come l’opener If you just believe si passa ad episodi più spensierati come The stream, dal ritornello molto "catchy". La title track, composta insieme a Tony Palacios dei Guardian, può ricordare lo stile di alcune ballad dei Kansas, mentre Give it all away è un brano rock più canonico. A chiudere l’album i cori e le voci armonizzate di Don’t leave the gand e la orecchiabile Home with a view. Disco dedicato ad ogni amante del rock d’autore.

P.S.

Mi chiedo per quale motivo un artista del calibro di John Elefante sia così poco prolifico. Sono trascorsi ormai sette anni da questa sua ultima fatica e credo che i fans non aspettino altro che un suo ritorno. Per il momento ci "accontenteremo" (si fa per dire...) di ascoltarlo negli ottimi (ma purtroppo pochi) album che lo hanno visto protagonista in questi venticinque anni di carriera.

Marco Ciapparelli

VOTO

85

 

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