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Gli anni '80 sono stati anni così prolifici in fatto di
heavy che non poteva mancare alla nostra attenzione questo straordinario
Cd degli Joshua. Questa band proveniente da Los Angeles salì alla
ribalta con l’album di esordio "The Hand Is Quicker
Than The Eye" (1983), nel 1995 cambiò nome in M-Pire, ma
poi si preferì tornare al simile Joshua Perahia. Erroneamente si
potrebbe pensare che Joshua sia riferito al sesto libro
dell’Antico Testamento, è invece il nome del fondatore guitarrist Joshua
Perahia. Quando Joshua divenne cristiano assoldò nella sua band i futuri
componenti degli Shout: Ken Tamplin, Joseph Galleta, e Loren
Robinson. Con il vocalist Jeff Fenholt aggiuntosi alla line up, la band
registrò nel 1986
"Surrender".
Successivamente Joshua incontrò il produttore Dieter Dierks,
e questi lo convinse a firmare un contratto con la RCA: il gruppo però
per
registrare dovette aspettare due anni affinchè gli Scorpions
lasciassero lo studio. Durante questo periodo i membri degli Joshua
avevano abbandonato la band e Perahia fu costretto a formare una nuova
line up per produrre il nostro "Intense Defense": Rob Rock, Greg
Shultz, Emil Lech e Tim Gehrt.
Quest'album è molto melodico ma anche molto grintoso,
carico di cori mielosi ed entusiasmanti, ritmato in modo compatto e con
riff che fanno impazzire. La prima traccia è Reach up dove
batteria e chitarra si intrecciano saldamente, quest’ultima culmina in
un brillante assolo; Rob Rock non tradisce, ci lascia una squisita
performance. Proseguiamo con I've been waiting: melodiosa
nei cori e nell’intreccio potente tastiera-chitarra dalle tendenze hard
rock. Davvero singolare e irruenta è Only yesterday in cui
comandano degli assoli da paura che crescono durante il brano e a cui
tengono testa voce e coro estremamente incisivi: una delle catchy–track,
insieme a Crying out for love, in un ritmo un poco più
lento ma nella cui melodia chitarra e voce si incastonano a meraviglia
in passaggi di pura armonia. Sulla scia di Only yesterday
troviamo Living on the edge: riff e cori infuocati
imperversano per tutto il brano.
Inizio possente per Tearing at my heart impreziosita anche
delle mini parti narrate (When
all the dreams pass away / and fall in despair / When all the hope seems
to fade, you'll still be there):
chitarra e voce si intrecciano ma ad un certo punto è l’assolo di
Perahia a prevalere.
Immancabile ballad dell’album è
Remembering You,
brano molto melodico ma non stucchevole grazie alle sapienti tastiere e
alla carezzevole voce del nostro caro Rob (Oh Lord, remembering You / My world was lost, a city so
cold, / time hasn't changed, your world so old / Oh Lord, remembering
You, remembering You).
Stesso stampo per
Look to the sky
e Stand
alone:
nella prima ritmo e chitarra si fondono in un’armonia in cui
s’innesta l’energica voce del cantante; la seconda ha inizio con una
trama di chitarra e tastiere per poi alternarsi in espressioni ritmate (I've
got you on my side /
And now You're telling me
/
Stand alone / Hearing Your voice as You open the door / Sparing my life
as I run through the rage of the storm). In
Don't You know
troviamo armonie vocali a cui seguono scoppi roventi di chitarra in un
ritmo sostenuto.
Gran bel lavoro, merito principalmente della line up: Joshua ha fatto
veramente un’ottima
scelta, direi, per un risultato del genere! In questo album voce,
chitarra e tastiera sono davvero fenomenali! Da aggiungere alla vostra
collezione.
Paola Armato |