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INTERVISTA
27/11/2011
 
 

 

JUDITH
The Path   (Ep)
darkwave
2010 - self
(Italia)
www.myspace.com/judithbandspace

 

Con grande entusiasmo e fervida attesa per tutti coloro che erano a conoscenza di questo progetto, sul finire dell’anno appena passato è stato pubblico il primo Ep di una giovane artista emergente, che ha già inciso un eccellente lavoro col gruppo secular metal Raving Season, di cui è vocal leader (n.d.r. a onor del vero, divide questo titolo con un’altra vocalist). Cresciuta di musica, Judith – nome non del tutto d’arte – propone ad un pubblico avvezzo a sonorità campionate e che ammette di essere più deluso dall’usata e abusata scena goth, un lavoro che mescola in perfetta sintonia la tecnica vocale e compositiva di chi la musica la conosce bene, ad una carica emozionale al momento difficile da riscontrare. Mentre l’attuale scena white è florida particolarmente sul versante metalcore e sottogeneri annessi, l’artista capitolina presenta un lavoro che possiamo cercare di definire tra gothic e ambient, che non dispiacerà neppure ad un pubblico non metallaro, che ama la buona musica e, in particolar modo, a coloro che amano la musica classica e, nello specifico, la lirica. Il suo metodo compositivo e la tenerezza mista a pura fermezza dei suoi versi si spingono al di là di una mera catalogazione metal, riuscendo a creare universi di grande complicità uditiva.

Circa le 7 songs che compongono questo primo lavoro non voglio soffermarmi a lungo per non rovinare la sorpresa a coloro che ascolteranno la sua musica; a questo proposito posso solo dirvi che ogni luogo, ogni momento, ogni situazione è perfetta per lasciarsi deliziare dai colori del pianoforte che sostiene, a volte sostituisce, in altri momenti si fa da parte lasciando spazio alla splendida e ricca voce di Judith. Ogni pezzo è accompagnato da una certa intensità sempre differente: ad esempio, la melodia lenta, soave che apre Dark garden, quella più vigorosa che troviamo in Innocence inside, quella più grave e sofferta che appare nell’intro di Sigillo. Ognuno potrà ritrovarsi nello scorrere delle tracce, lasciando che i pensieri facciano il resto.

Mentre riascolto l’ultimo pezzo, guardo con piacere la cover del disco: l’estrema cura del lavoro grafico creato per questo piccolo gioiello ne impreziosisce il già notevole contenuto. Mi auguro che questo Ep possa affascinare anche i fans del metal più estremo o semplicemente chi ama la buona musica. Brava Judith!

Roberta Cannone

VOTO

85

 

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