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JUGGERNAUTZ
Juggernautz
industrial
2002 - Metro One Music
(USA)
n.d.

 

Jyro Xhan, al secolo Jeff Lavilla, musicista d'origini filippine residente in California, è stato compositore prolifico in campo elettro-industrial avendo dato luogo a diversi progetti quali Jyradelix, Cush nonchè gli assai più conosciuti Mortal e Fold Zandura; Juggernautz si aggiunge a tale lista per mezzo di questo unico omonimo album, peraltro interessante crogiolo di differenti influenze dove filo conduttore è, e non poteva essere altrimenti, l'uso immarcescibile del sintetizzatore non tale tuttavia da far trascurare la cura delle (semplici) partiture meramente metallose.

Ed industrial metal è fin da subito: la sostenuta The reach sprizza energia e sperimentazioni a fiotti, la linea melodica e la voce effettata sono solo contorno. Stesso valga per le prime note di UR, che però si distenderà su un tappeto elettronico atto a favorire un cantato clean e poi un intenso chorus, cui faranno seguito evoluzioni futuristiche su base andante. Ancora tipicamente industrial è Everyday, carica di curiosi effetti ma che ingloba pure un coinvolgente refrain. Chitarroni, techno e la novità del rappato per Fury, cui subentra una traccia dal grande fascino gotico fatta di sterminate pianure sintetiche, female vocal e rispettose rifrazioni ritmiche: bella davvero Mandarin. Fascinosissima atmosfera, ma stavolta in chiave di lettura noir-sognante, è quella che troneggia in Pacificoaster. Ecco all'improvviso emergere l'anima pop del disco: la catchy Everlasting si rifà ai maestri Chemical Brothers, soppiantata da un ritorno al synth oscuro, voce effettata, chitarroni possenti e ritmica industrial in pieno stile Argyle Park con l'ottava Don't be afraid; con Believing raggiungiamo però l'apice del "modernismo commerciale" del tempo, decretato appunto dal rappato, da accennate scratchate all'interno del lenzuolo elettronico e da un ruffiano chorus serafico. Gioca di contrasti l'aspra e dolce, irruenta ed adagiata finale You are the Light.

Testi oranti zeppi di riferimenti Scritturali, tra i tanti passi citabili mi soffermerei sulla ricerca di Dio di cui tratta The reach: "Higher than the fever blue atmosphere / Farther than the throw of ultrasilver light / Wider than the stretch of the horizon / Deeper than the atom's heart is the reach of God's love"; quel Dio che solo può infiammare i nostri cuori come predica Fury: "Return in majestic fury / Come down like an avalanche / Transform with your love eternal / Come alive in our hearts". Lavoro molto consigliato a quei fans del christian industrial che tra un'oppressione acustica dei Mental Destruction ed un arzigogolio sperimentale dei Circle Of Dust cercano relax in un bel Cd easy listening.

Valerio Mei

VOTO

72

 

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