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Una piccola e antica perla
ci arriva dall’underground sudamericano. Una perla, però, la cui
brillantezza è molto offuscata da una registrazione estremamente
scadente che rovina il sound dei nostri in maniera direttamente
proporzionale alla sinfonicità dello stesso. Basta alzare appena il
volume dello stereo, ed il tutto diventa purtroppo inascoltabile. La
formazione paraguaiana gioca a 2 punte: il basso e le keys, entrambi
notevoli ed in grado di calare in ambito unblack atmosfere mutuate dalla
darkwave anni ’80. Non a caso le principali reminescenze si possono
trovare nei primi lavori dei Sanctifica e nei Joy Division
(!). Il resto della band se la cava non male. Un’occhiata alla copertina
pacchiana ed ai testi: un concept su un uomo che ha stretto un patto con
il Maligno, ma poi si è ravveduto ed il nuovo, più duraturo, Patto sarà
con il Redentore.
Si parte con la titletrack, con tastiere e basso a farla subito da
padroni, il drumming evidenzia qualche limite. Una mañana
è una bella song con basso e chitarra solista sugli scudi, screaming e
growling si alternano. Ottima è anche Seis, seis, seis:
grande declamato sui temi della Rivelazione, organo e blastbeats.
Adoracion de lo oculto è la meno convincente del lotto, lenta
con tastiere horrorifiche, senza mordente. Si finisce in bellezza con
Satans destruction, accompagnata da un’arpa (!) meravigliosa,
song immensamente struggente.
A quanto ci risulta questo è l’unico lavoro pubblicato dai Keber...
ce ne rammarichiamo poiché un Lp con mezzi adeguati avrebbe avuto le
premesse per essere su altissimi livelli.
Daniele E.
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