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KEKAL
Embrace The Dead
unblack
1999 2001 - THT Product. / 2000 - Fleshwalker Records
(Indonesia)
www.myspace.com/kekal

 

Della lunga produzione dei sempre sorprendenti asiatici Kekal il masterpiece è quasi universalmente considerato "1000 Thoughts Of Violence", ma va detto che ai primordi della loro carriera i nostri piazzarono un disco fenomenale, poco conosciuto e diffuso, penalizzato oltremodo da una produzione decisamente mediocre: parlo di "Embrace The Dead", rilasciato nel 1999 dalla THT e l'anno seguente negli States attraverso la Fleshwalker Recods, che l'adornò di un'ottima confezione grafica. Il lavoro è di puro (un)black melodico progressivo (al tempo la band aveva uno zelo cristiano estremamente marcato, che poi via via con l'andare degli anni si è sempre più - anche a causa della firma con una certa label europea? - affievolito), contaminato da frequenti partiture extreme, nonché ambient, variegati stili vocali, passaggi armoniosi al limite gothic grazie alla notevole interpretazione in essi della brava female vocalist Vera: una sovrabbondanza di talento, tecnica, passione ed innovatività, per un sound tanto aggressivo quanto, a suo modo, catchy. Tutto bellissimo, ma quel suono...ahimé. Però fortunatamente c'è un però: pochi credo sappiano che in realtà questo capolavoro inespresso fu rimasterizzato due anni dopo dalla stessa THT, con l'aggiunta di una bonus track, in un artwork semplificatissimo, in scala di grigi e di materiale scadente, inoltre scritto su un semplice Cd-R (marcato) senza stampe od etichette di sorta. Produzione underground se ce n'è una, acquistabile a basso costo proprio ed esclusivamente nel webstore dell'indonesiana THT Productions oppure dal sito ufficiale dei nostri. Non potevo certo resistere alla tentazione, così acquistai anche tale versione del disco: arrivò dopo circa tre mesi...ma altroché se ne valse la pena - in senso letterale! Il suono è ora professionale, ed il platter ascoltato sotto queste nuove vesti lascia letteralmente a bocca aperta. 

La line-up è formata dal mastermind, screamer e cleaner, chitarrista e programmatore Jeff, Leo alla chitarra solista, Azhar al basso e di supporto alle parti vocali: guest sono Habil per la keys, Vera come cantante femminile ed un'ottima, in quanto assai ben programmata, drum machine. Apre il disco Longing for truth dove dolcezza melodica e furia si completano vicendevolmente: caos vocali e progressioni arricchiscono il servito, reso già prelibato da passaggi doom e da una bravissima Vera. Extreme/prog e stacchi black si alternano in Embrace the dead, dove lo scream prima riecheggiante, da ora in poi sarà caustico ed acuto. Fantastici i cori gregoriani in apertura, ma ottimi si rivelano anche assolo, proclami in semigrowl ed il dark synth. Pregevoli melodie ed atmosfere ambient-sintetiche ma anche violenze progressive e raw, troviamo nel black melodico di The fearless and the dedicated, song ricca di azzeccatissime soluzioni vocali. Improntata sull'omogenea varietà del songwriting è anche Source of existence, che vanta un gran solo centrale, mentre Healing è una strumentale dal climax malinconico tanto sublime da stordire e far accapponare la pelle. Cupa, pestata ma anche struggente nel chorus melodico è The final call; melodic black con irruenti accelerate e sontuoso giro oscuro si propone invece From within. L'ottava Scripture before struggle è un lungo lento atmosferico ed evocativo, con screaming, voci pulite e growl proclamanti; la conclusiva Millennium esordisce con un lungo ambient buio e minimale in cui spira deciso un gelido vento: un sinistro quanto semplice giro di tastiera implementa il pathos, dal profondo oblio subentra la strumentazione, di qui sarà black melodico tipicamente kekaliano, intervallato da rallentamenti down tempo e un'esaltante melodia goth/pop introspettiva condotta superbamente dalla voce di Vera. L'epilogo della song è tutto per la lead guitar. Ma non era ancora finita in verità dato che a questa versione rimasterizzata è stata aggiunta come bonus Gived words, un turbinoso e travolgente alternarsi di cadenze rilassate e progressioni con convulse eruzioni raw black rese fascinosissime dall'eccezionale screaming di Jeff.

Circa i testi, come accennavo qui siamo ancora nel periodo di cristianità militante dei Kekal e le liriche hanno terse mire di testimonianza di fede, anche con gli occhi proiettati su ciò che accade nel mondo: "Desperately - seeing our corrupted world / Done by hands - that help build and destroy / Who's to blame - for all degeneration? / Inside us - we are longing for the Truth. / Longing for Truth! Crying in confusion / Who will save this world / ...from its destruction?"; ma spesso e volentieri sono intensamente cristocentriche: "The come His grace upon Earth / Through the emaculate conception / and the virgin birth / Son is sent to embrace the dead / And his death give us eternal life. / No ressurection withou Christ / No incarnation without love. / If I know how much love God gives me / That The Unsinned had to get torture / Why should I refuse to accept this grace?". Ma parlano anche delle persecuzioni degli apostoli nell'annuncio al mondo della Verità, del vero scopo dell'esistenza in Cristo (I am the Alpha and the Omega / ...who is, who was, and who is to come / The Almighty), della parusia e del giudizio particolare (Let the people see the coming of the Son of Man / The return of the Thunderous Might / We shall see the Holy One upon His Throne / We shall meet the Risen face to face. / Love has opened the gate to the eternity / Love that heals our wounds and scars / Love who washes away the dark taint of sin / The same Love who once crucified) e di tanti altri aspetti interessantissimi, ottimamente trattati peraltro, come le ragioni della sofferenza terrena, della necessità della battaglia spirituale, e del progressismo visto come autodistruzione, ma: "Everything changes / as we're approaching another millenium / But Your Love still remains the same / With the presence of You in our hearts / I believe, our love will survive". Notevolissimi.
 
"Embrace The Dead" è un disco che ha tutto e che stupisce vieppiù ascolto dopo ascolto per originalità e talento: un lavoro eccezionale. Concludendo chiarisco ribadendo che tal giudizio è riferito alla rara release rimasterizzata del 2001: se riuscite a trovare solo la versione classica non basate le vostre aspettative sui toni esaltati di questa recensione, né tantomeno fidatevi del voto finale, a cui toglierei almeno sette od otto punti.

Vaake

VOTO

90

 

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