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Della lunga produzione dei sempre sorprendenti
asiatici Kekal il masterpiece è quasi universalmente
considerato "1000 Thoughts Of Violence", ma va detto
che ai primordi della loro
carriera i nostri piazzarono un disco fenomenale, poco
conosciuto e diffuso, penalizzato oltremodo da una produzione
decisamente mediocre: parlo di "Embrace The Dead", rilasciato nel
1999 dalla THT e l'anno seguente negli States attraverso la Fleshwalker
Recods, che l'adornò di un'ottima confezione grafica. Il lavoro è
di puro (un)black melodico progressivo (al tempo la band aveva uno zelo
cristiano estremamente marcato, che poi via via con l'andare degli anni
si è sempre più - anche a causa della firma con una certa label europea?
- affievolito), contaminato da frequenti partiture extreme, nonché
ambient, variegati stili vocali, passaggi armoniosi al limite gothic
grazie alla notevole interpretazione in essi della brava female vocalist
Vera: una sovrabbondanza di talento, tecnica, passione ed innovatività,
per un sound tanto aggressivo quanto, a suo modo, catchy. Tutto
bellissimo, ma quel suono...ahimé. Però fortunatamente c'è un però:
pochi credo sappiano che in realtà questo capolavoro inespresso fu
rimasterizzato due anni dopo dalla stessa THT, con l'aggiunta di una
bonus track, in un artwork semplificatissimo, in scala di grigi e di
materiale scadente, inoltre scritto su un semplice Cd-R (marcato) senza
stampe od etichette di sorta. Produzione underground se ce n'è una,
acquistabile a basso costo proprio ed esclusivamente nel webstore
dell'indonesiana THT Productions oppure dal sito ufficiale dei nostri.
Non potevo certo resistere alla tentazione, così acquistai anche tale
versione del disco: arrivò dopo circa tre mesi...ma altroché se
ne valse la pena - in senso letterale! Il suono è ora professionale, ed il platter
ascoltato sotto queste nuove vesti lascia letteralmente a bocca aperta.
La line-up è formata dal mastermind, screamer e
cleaner, chitarrista e programmatore Jeff, Leo alla chitarra solista,
Azhar al basso e di supporto alle parti vocali: guest sono Habil per la
keys, Vera come cantante femminile ed un'ottima, in quanto assai ben
programmata, drum machine. Apre il disco Longing for truth
dove dolcezza melodica e furia si completano vicendevolmente: caos
vocali e progressioni arricchiscono il servito, reso già prelibato da
passaggi doom e da una bravissima Vera. Extreme/prog e stacchi black si
alternano in Embrace the dead, dove lo scream prima
riecheggiante, da ora in poi sarà caustico ed acuto. Fantastici i cori
gregoriani in apertura, ma ottimi si rivelano anche assolo, proclami in
semigrowl ed il dark synth. Pregevoli melodie ed atmosfere
ambient-sintetiche ma anche violenze progressive e raw, troviamo nel
black melodico di The fearless and the dedicated, song
ricca di azzeccatissime soluzioni vocali. Improntata sull'omogenea
varietà del songwriting è anche Source of existence, che
vanta un gran solo centrale, mentre Healing è una
strumentale dal climax malinconico tanto sublime da stordire e far
accapponare la pelle. Cupa, pestata ma anche struggente nel chorus
melodico è The final call; melodic black con irruenti
accelerate e sontuoso giro oscuro si propone invece From within.
L'ottava Scripture before struggle è un lungo lento
atmosferico ed evocativo, con screaming, voci pulite e growl
proclamanti; la conclusiva Millennium esordisce con un
lungo ambient buio e minimale in cui spira deciso un gelido vento: un
sinistro quanto semplice giro di tastiera implementa il pathos, dal
profondo oblio subentra la strumentazione, di qui sarà black melodico
tipicamente kekaliano, intervallato da rallentamenti down tempo e
un'esaltante melodia goth/pop introspettiva condotta superbamente dalla
voce di Vera. L'epilogo della song è tutto per la lead guitar. Ma non
era ancora finita in verità dato che a questa versione rimasterizzata è
stata aggiunta come bonus Gived words, un turbinoso e
travolgente alternarsi di cadenze rilassate e progressioni con convulse
eruzioni raw black rese fascinosissime dall'eccezionale screaming di
Jeff.
Circa i testi, come accennavo qui siamo ancora nel
periodo di cristianità militante dei Kekal e le liriche hanno
terse mire di testimonianza di fede, anche con gli occhi proiettati su
ciò che accade nel mondo: "Desperately - seeing our corrupted world /
Done by hands - that help build and destroy / Who's to blame - for all
degeneration? / Inside us - we are longing for the Truth. / Longing for
Truth! Crying in confusion / Who will save this world / ...from its
destruction?"; ma spesso e volentieri sono intensamente cristocentriche:
"The come His grace upon Earth / Through the emaculate conception / and
the virgin birth / Son is sent to embrace the dead / And his death give
us eternal life. / No ressurection withou Christ / No incarnation
without love. / If I know how much love God gives me / That The Unsinned
had to get torture / Why should I refuse to accept this grace?". Ma
parlano anche delle persecuzioni degli apostoli nell'annuncio al mondo
della Verità, del vero scopo dell'esistenza in Cristo (I am the Alpha
and the Omega / ...who is, who was, and who is to come / The Almighty),
della parusia e del giudizio particolare (Let the people see the coming
of the Son of Man / The return of the Thunderous Might / We shall see
the Holy One upon His Throne / We shall meet the Risen face to face. /
Love has opened the gate to the eternity / Love that heals our wounds
and scars / Love who washes away the dark taint of sin / The same Love
who once crucified) e di tanti altri aspetti interessantissimi,
ottimamente trattati peraltro, come le ragioni della sofferenza terrena,
della necessità della battaglia spirituale, e del progressismo visto
come autodistruzione, ma: "Everything changes / as we're approaching
another millenium / But Your Love still remains the same / With the
presence of You in our hearts / I believe, our love will survive".
Notevolissimi.
"Embrace The Dead" è un disco che ha tutto e che stupisce vieppiù
ascolto dopo ascolto per originalità e talento: un lavoro eccezionale.
Concludendo chiarisco ribadendo che tal giudizio è riferito alla rara
release rimasterizzata del 2001: se riuscite a trovare solo la versione
classica non basate le vostre aspettative sui toni esaltati di questa
recensione, né tantomeno fidatevi del voto finale, a cui toglierei
almeno sette od otto punti.
Vaake
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