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Non è certo
impresa facile quella di condensare in un unico album tutta
l’espressione musicale dei primi otto anni dei Kekal, ma si può
certamente dire che questo "Introduce Us to Immortality" rende
davvero bene l’idea di quella che è la grande vena artistica della
talentuosa band indonesiana. La raccolta targata THT Productions
contiene 13 brani, molti dei quali in versione rimasterizzata e
l’effetto si sente, nel senso che le canzoni suonano decisamente meglio
rispetto alle versioni precedenti. In 67
minuti di musica, a partire dal demo d’esordio fino a "1000 Thoughts
Of Violence" (2003), si possono cogliere tutti i momenti artistici
attraversati dalla band. Dalle atmosfere black a sound più extreme, con
la preziosa influenza prog e la grande attitudine alla sperimentazione
che rende davvero speciale e coinvolgente la proposta musicale dei
Kekal.
Si parte con
Source of existence, ripescata da "Embrace The Dead"
(1999), in versione ri-registrata. Energica e ritmica canzone dagli
entusiasmanti giochi di voci che si ripropongono anche nelle successive
The only sound of rain, tratta dallo split "Chaos &
Warfare" (2002), e Mean attraction from "The
Painful Experience" (2001), pezzo black dallo screaming molto ruvido
e trascinante alternato a voci pulite meno entusiasmanti. Si continua
con un altro bellissimo remastered: Embrace the dead,
title track dell’omonimo album del ’99, canzone dal carattere
decisamente black ma sempre nello stile sperimentale dei Kekal.
Con Default tratta da "1000 Thoughts Of Violence"
il mood sperimentale si fa sentire con tonalità industrial, voci
distorte e suoni campionati ma dalle ritmiche sempre trascinanti.
A day the
hatred
dies rimasterizzata dall’album d’esordio "Beyond The Glimpse
Of Dreams" (1998) è un’esplosione di puro black melodico.
Crave for solid ground,
tratta da "The Painful Experience", è un pezzo dai tratti estremi
con una buona attitudine sperimentale, uso di sintetizzatore e
alternanza di screaming gutturali a voci pulite che non sempre
entusiasmano. Ci sembrerà di
poter sognare ad occhi aperti con la dolce e solenne melodia di tasti di
Healing, remastered strumentale tratta da "Embrace The
Dead". Si torna sull’estremo con Behind those images
tratto da "Beyond The Glimpse Of Dreams": poco più di 3 minuti di
metallo martellante dagli screaming intensi ed a tratti esasperati.
Millennium,
ultimo remastered tratto da "Embrace The Dead", alterna le
ritmiche più estreme, oscure e violente a stacchi melodici con il
prezioso contributo della magnifica voce della cantante Vera. Il
risultato è stupefacente, in questo pezzo possiamo trovare tutto il
repertorio dei Kekal.
Si prosegue con Rotting youth,
versione rimasterizzata dell’opener del già citato album d’esordio. Buon
pezzo dalla consueta vena sperimentale che mescola sonorità estreme a
stacchi progressivi con una bella chiusura in stile black'n'roll. Più
lenta e melodica è The painful experience tratta
dall’album omonimo, ma non per questo meno entusiasmante. Eccezionali
sono le alternanze di screaming taglienti a voci pulite in un contesto
solenne dal consueto carattere estremo e sperimentale. Giungiamo ad un
paradossale epilogo con il remix di Introduce me to immortality
ripreso dal primo demo d’esordio della band (1996). Per concludere
senza tanti giri di parole se siete amanti dei Kekal o
esploratori delle nuove frontiere dell’unblack non potete assolutamente
perdervi questa emozionante raccolta di talento.
Andrea Mennichelli |