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KOHLLAPSE
Kohllapse
 
 

 

KOHLLAPSE
Distant Mind Alternative
gothic
1999 - Self / 2005 - Soundmass Records
(Australia)
www.geocities.com/SunsetStrip/Club/5200

 

Album complesso e variegato questo "Distant Mind Alternative" dei Kohllapse, gruppo di origine australiana formatosi nel 1996, che fa seguito all'omonimo full-length. Il loro genere spazia, nei nove brani che compongono il disco, tra vari universi sonori andando dal death-gothic, che predomina l’intero platter, fino all’industrial e al progressive a tratti fortemente presente. Il sound è molto tecnico e decisamente atmosferico pervaso da oscure tinte, dal mood decisamente decadente e malinconico, ma di una particolare ed elegante sensibilità. É l’energica Thorn ad aprire le danze con un attacco di irruento death che si snoda su vorticosi giri di chitarra accompagnato dalla ruvida e grintosa voce del singer Ro Edwards.

Di tutt’altro genere è invece Real man in the quicksand, brano sperimentale impregnato fin dalle radici di techno-industrial e per questo molto diverso da tutto il resto del disco. Da sottolineare gli ipnotici ed atmosferici passaggi tastieristici e i toni piuttosto suadenti del cantato. Con Seven e Gravitation esploriamo invece lande in cui predomina il doom: si accede qui alla parte più intimista dell’album in cui il merito va alle belle melodie della tastiera e dal lento ritmo scandito dalla batteria: i riff sono pesanti, il ritmo accelera a tratti solo per poi ritornare al cadenzato incedere facendolo così pienamente apprezzare. Chitarre heavy danno il via a Ghost storm: questo è contraddistinto da prepotenti riff, sofferenti urla e dall’impazzare delle tastiere che creano un sound alquanto apocalittico. Cupe folate di vento, gli immancabili evocativi effetti tastieristi, rintocchi di campane caratterizzano la suggestiva strumentale e doom-industrial oriented Eclipse, la cui iniziale cupezza si fa sempre meno claustrofobia e più ariosa. Ancora campane in Contort, in cui compare l’eterea voce della guest Annie Marootians su cui si inserisce l’effettato timbro di Ro, seguito da un suo terrorizzante urlo. Il ritmo cresce dopo alcuni passaggi acustici, per questo brano dark pieno di tensione che prende dall’inizio alla fine.

Di diverso stampo è invece Deep blue, dal sound dolce e malinconico grazie ai delicati arpeggi per un’atmosfera elegante e ricercata. A chiudere un altro brano energico: Insight in cui irrompono, sui delicati riff iniziali che ritorneranno anche alla fine, decisi e potenti fraseggi chitarristici: potenza, tecnica e melodica…ottima conclusione per l’album che recita "Shining cross lights my path / It’s ok, I’m still saved / it’s ok when I reach my grave". Peccato che a smorzare i toni, rovinando il clima che si era creato, ci pensa una sorta di traccia nascosta, in cui i nostri scherzano tra di loro: la scelta appare alquanto bizzarra e inopportuna direi. Piccola pecca a cui si può comunque soprassedere dato il non indifferente valore complessivo del disco. I Kohllapse si sono sciolti proprio nello stesso anno dell’uscita del disco, il 1999, a causa della dipartita del batterista Matt Aitchison; ma nel 2005 il cantante Ro Edwards ha ripreso in mano le redini del gruppo, riportando alla luce l’album in questione con una nuova copertina, quella che qui presentiamo. "Distant Mind Alternative", che speriamo quindi sarà seguito a breve dal loro terzo lavoro, è un disco che esce alla lunga: aspettate quei pochi ascolti di rodaggio per apprezzarlo appieno. Ne varrà proprio la pena.

Ilaria Ricci

VOTO

85

 

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