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Avevano annunciato che "Target: Human, Mission:
Destroy" sarebbe stato il loro lavoro d'addio, ma invece riecco
farsi (e ben presto) vivi a sorpresa i deathster sudamericani Krig
con un nuovo full, stavolta dal death roboante e fosco molto preciso,
spesso ai confini del brutal. Di livello il growl leggermente fognato di
Daniell Corpse, vengono fortunatamente abbandonati gli scream, e
notevole è la prestazione chitarristica di Isaque Soares, che oltre alla
buona sezione solistica confeziona diverse interessanti partiture
progressive.
Il disco si apre in modo strano con Foolish
evildoers II, intro dai chitarroni downtuned con però una trama
armonica swedish oriented, che tuttavia mai tornerà a far capolino (ed è
qui la stranezza). Si scaldano definitivamente gli strumenti con la
grind oriented Dilacerated, song in mid-tempo che non
disdegna passaggi tecnici accelerati, ma è con Not being hypocrite
che capiamo finalmente la caratura del terzo album dei Krig:
ritmica serrata con alternate partiture death prog e rallentamenti
detonanti. Di grande effetto lo slowly plumbeo di God is alive,
che si alternerà a pestaggi violenti, ancor più tali nella successiva
End of time, ricca di assoli. Ottima traccia Mankind
dead remains, quasi cinque minuti di trivialità e tecnica,
originali invece le strutture rallentate presenti in Hideout of
demons. La title track Narcissistic mechanism
oscilla tra il prog death di matrice opethiana e il quasi brutal, mentre
Outcast worms è sparata, tosta e compatta anche se difetta
di ridondanza. Conclude alla grande Rotten poetry, brutal
oriented e ricercatamente tecnica, uno dei momenti migliori del disco.
Ottima produzione, i testi si muovono tra la pura
spiritualità, cenni di analisi sociologica in ottica cristiana (vedi
Outcast worms che tratta della presenza dei cristiani su
internet), e le classiche tematiche christian death legate alla caducità
della carne. Ritorno a sorpresa dunque, e assolutamente positivo: Cd
molto migliore del predecessore e band che ora speriamo non si fermi
qui, considerato che sembra avere ancora molto di dire.
Vaake
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