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I Lacrimosa
tornano dopo due anni di silenzio con "Echos", album che
spiazzerà sicuramente la maggior parte degli estimatori del gruppo
ma che senza alcun dubbio sorprenderà piacevolmente chi ancora non
li conosce. In questo lavoro infatti le influenze metal si
affievoliscono per dar maggiore spazio ad orchestrazioni e
sperimentazioni elettroniche. Non è un album semplice e immediato ma
il risultato finale è comunque più che apprezzabile e mantiene il
duo svizzero nell'ottica di un gothic rock dalla maestosa componente
sinfonica (con violini, viole, clavicembali, soprani, tenori),
capace di far vibrare in ogni singola occasione le corde più
profonde del nostro animo. Il progetto
Lacrimosa nasce nel 1990 da un'idea di Tilo Wolff cui si unisce
quattro anni più tardi la tastierista Anne Nurmi divenendo un membro
permanente. Il mastermind Tilo è una vera forza della natura dalla
travolgente creatività: per l'album in questione non solo ha scritto
musica e testi, si è occupato degli arrangiamenti e della
produzione, ma ha anche disegnato la bellissima cover raffigurante
una nave in balia delle onde. L'artwork riflette il concept celato
dietro questo lavoro che pone al centro l'essere umano. Noi viviamo
con l'incessante eco del passato, degli episodi che ci hanno fatto
diventare ciò che oggi siamo: così come le onde si infrangono sulle
scogliere lasciando il segno, così il passato e il suo eco si
infrangono inevitabilmente sul presente. L'album invita quindi a
riflettere, a pensare che tutte le nostre scelte di oggi si
ripercuotono inevitabilmente sul domani, divenendone l'eco, a
ricordarci che siamo il frutto del nostro passato, delle nostre
scelte. La musica è di conseguenza melanconica, ricca di pathos,
dalle lyrics estremamente poetiche, dalla marcata presenza di musica
classica cui sembra a volte far da sottofondo, a volte emergere con
tutta la sua forza la voce di Tilo: il suo modo di cantare è a dir
poco affascinante, pulito, potente ed emozionante.
L'intero album, in
conseguenza delle nuove scelte stilistiche del gruppo, è molto più
intimo e raccolto del precedente acclamato lavoro, il drammatico
"Fassade". Ad aprire il sipario ci pensa un overture di ben 13
minuti, Kyrie (invocazione della Messa cattolica)
espressione greca che significa letteralmente "Signore, abbi pietà".
Una scelta senza dubbio coraggiosa ma che si intona perfettamente
con una particolare atmosfera intimista che pervade tutto il cd.
L'evidente influenza di Mozart, che permea l'intera sensibilità
musicale di Tilo Wolff, è quindi presente già dalla prima traccia
con violini, strumenti a fiato e cori maestosi. Imponente. A seguire
la ritmata Durch Nacht und Flut ("Attraverso la notte
e la marea") aperta da riff di chitarra e completata da archi e
fiati. Al brano partecipa come backing vocal Anne Nurmi che tornerà
ad esibirsi con la sua eterea e profonda voce con l'unica traccia
cantata in inglese, Apart, offrendo una prova da pelle
d'oca. Sacrifice è la perla dell'album, dal ritmo
lento, cadenzato da belle note di tastiera su cui poi affiora un
evocativo coro seguito da un tormentato assolo di chitarra e vere e
proprie esplosioni orchestrali con violini e clavicembali su tutti.
Non dimentichiamoci però della voce di Tilo che offre qui la sua più
emozionante e riuscita prova. Emozioni palpabili dalla prima nota.
Altro picco emozionale viene raggiunto da Ein Hauch von Menschlichkeit ("Un tocco di
umanità") dalla particolare ritmica in cui emergono i violini con il
loro incisivo, quasi ipnotico refrain, e delle riuscite
sperimentazioni elettroniche. Spettacolare è il dialogo tra
pianoforte e il quartetto d'archi in
Eine Nacht in Ewigkeit
("Una notte nell'eternità"). Con
Malina si ritorna,
dopo un inizio quasi in sottofondo, a ritmi più sostenuti con
batteria, gli onnipresenti archi e tastiere in primo piano.
A calare il sipario il requiem finale di 12:42 minuti, Die Schreie sind
Verstummt ("Le grida sono cessate") in cui
emerge in tutto il suo splendore la malinconia e l'inquietudine di
fondo dell'intero concept.
Per concludere diciamo
che questo disco rappresenta una prova coraggiosa del gruppo svizzero
che ha osato sperimentare riuscendo comunque ad offrire una prova di
altissimo livello. Una scommessa vinta.
Ilaria Ricci |