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LACRIMOSA
Fassade
gothic
2001 - Hall Of Sermon
(Svizzera)
www.myspace.com/lacrimosaofficial

 

Ascoltare questo album potrebbe provocarvi una "reazione cognitiva e fisica" e, in alcuni casi, anche "alterazioni somatiche diffuse". No, non sono impazzito, non ancora almeno. Prima che qualche parente o qualche discografico dei Lacrimosa, dopo aver letto la prima riga, mi denunci per diffamazione, è meglio precisare che quelli sono gli effetti di una sensazione chiamata volgarmente "emozione". Ebbene si, quest’album è capace di emozionare l’ascoltatore. Ma facciamo un passo indietro. L’album in questione si chiama "Fassade", uscito nel 2001, a dieci anni esatti dall’entrata nella scena gothic di questo gruppo. I componenti principali sono il tuttofare, eccentrico, carismatico Tilo Wolf e la sua compagna, l’affascinante Anne Nurmi. E sono proprio loro a rendere unici al mondo i Lacrimosa, talmente unici, da rendere difficile qualsiasi classificazione: in "Fassade", si può ben notare come "la musica classica ha una potenza tale da rivaleggiare con quella del genere metal, la cui unione rafforza il risultato, non rendendolo anacronistico o risibile". (ndr Parole dello stesso Tilo Wolf, in riferimento all’album qui recensito).

Momenti lenti e riflessivi si alternano a parti più ritmate e potenti, ma col comune denominatore di un senso di sofferenza e tristezza. La voce di Tilo, ora sussurrante, ora roca, ora straziante, dà un’intonazione angosciante alle tracce, conferendogli quel tocco di gothic che solo lui sa dare. L’album si apre con Fassade - 1.Satz, l’atmosfera è "classicheggiante", oserei definirla divina, la voce di Tilo all’inizio risulta essere quasi straziante, ma man mano che i nove minuti passano ci si abitua e ci si inizia a calare in questa nuova realtà. Le chitarre duettano con gli archi, cori maestosi alternano la voce maschile: l’inizio è senza dubbio ottimo. La seconda traccia, Der Morgen Danach, è una sorta di ballata; è probabilmente la più orecchiabile e facile da assimilare di tutto l’intero album, e proprio per questi motivi, è anche la meno apprezzata dagli appassionati del gruppo, un po' troppo poco originale forse. Intendiamoci, se questa canzone l’avesse fatta Luca Dirisio (non sapete chi è? Beati voi), probabilmente si sarebbe gridato al capolavoro, ma dai Lacrimosa ci aspettiamo qualcosa in più, quel qualcosa in più che infatti non tarda ad arrivare. La terza song infatti, Senses, l’unica in lingua inglese, torna a farci sognare. La voce stavolta è di Anne, voce suadente, decisa, ma per certi versi anche dolce; da segnalare un assolo di chitarra alla fine del minuto quattro, davvero da capogiro, che sottolinea la bravura incontestabile di Tilo nel sovrapporre suoni e strumenti. Waruf so Tief? viaggia sugli stessi binari, solo che ritroviamo la voce di Tilo al posto di quella di Anne. In Fassade - 2.Satz l’atmosfera è quasi sacra, l’orchestra sale in cattedra e cori lirici non fanno che sottolineare la bellezza del pezzo. Arriviamo alla sesta Liebesspie; a dire il vero l’atmosfera tirata e straziante fin lì prodotta inizia ad essere pesante, ma ecco che questa traccia cambia del tutto registro rispetto a quelle passate: i suoni sono più metal, decisi riff di chitarra, voce più profonda e più roca, quasi "cattiva" per intenderci, mista a voci femminili che potremmo definire quasi surreali: il risultato è un pezzo originale che si candida come migliore del disco, forse anche perchè è la più diversa dalle altre. Ma tutta la carica con cui ci ha lasciato questo pezzo svanisce immediatamente con l’inizio di Stumme Worte, canzone decisamente lenta, in cui i duetti fra archi e pianoforte la fanno da padrona. Siamo già arrivati all’ultima canzone, l’ottava, Fassade - 3.Satz, in cui pesanti sonorità gothic sono contrapposte ad un accompagnamento orchestrale di tutto rispetto.

L’argomento dominante di "Fassade" è l’intensa analisi della psiche umana, e il suo confronto con gli aspetti religiosi. In conclusione, possiamo parlare di un altro ottimo lavoro di Tilo & C., forse non il migliore della loro carriera, ma sicuramente un album di tutto rispetto. Rimane però un Lp in linea col gruppo: i Lacrimosa infatti o li si ama o li si odia; il lavoro non è facile da apprezzare e assimilare, richiede più ascolti e richiede anche una certa passione per le atmosfere gotiche miste a orchestrali e sinfoniche.

Federico Cerioni

VOTO

80

 

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