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LACRIMOSA
Satura
gothic
1993 - Hall Of Sermon
(Svizzera)
www.myspace.com/lacrimosaofficial

 

I Lacrimosa sono una tra le pochissime band che ci fanno riflettere sul concetto stesso dell’ascoltare musica o di fruire di un qualsiasi altro tipo di vera arte. Qui non ci troviamo di fronte ad una mera opera estetica, frutto semplicemente di qualche eccentrica personalità, bensì ci troviamo fortunatamente testimoni di quanto la musica possa captare l’essenza più profonda di un’anima e restituirla al mondo sensibile come un delicatissimo e prezioso tesoro, che rischia di essere incompreso o frainteso. Chi riesce a mettersi in tal modo a nudo, senza compromessi e senza censure, è come se donasse all’ascoltatore una lente di ingrandimento puntata sul proprio cuore, in una maniera che potrei definire quasi coraggiosa.

Non sono lontani i gloriosi fasti di "Stille" per "Satura", release datata 1993, dove ogni elemento del complesso sound firmato Lacrimosa è già presente in nuce, senza per questo mancare di maturità espressiva e compositiva. Il brano di inizio, Satura, è quello che dà il nome all’album,e non è arduo capirne il perché: già dalle prime note si viene immersi da quel sound unico e magico che ha reso la band una stella rara e luminosissima del panorama gothic. Pianoforte, violino, chitarre, voce… tutto è espressione del gusto gotico più puro, che non è semplicemente stile, ma espressione dei colori occulti e antichi che tingono una ristretta cerchia di anime, di cui sicuramente fanno parte i due fautori di questa grande opera, Tilo Wolff e Anne Nurmi. In Erinnerung si viene improvvisamente catapultati in un’altra realtà, dove le sonorità più classiche lasciano spazio ad una sapiente sperimentazione. I Lacrimosa non smettono mai di stupire, e qui lo fanno con una canzone la cui struttura compositiva si basa esclusivamente sul synth di una voce di bambino ancora in fasce, come un futurista inno alla vita, e dalla preponderante ritmica del basso. Raffinata semplicità per il terzo brano, Crucifixio, dove un intro e un outro atmosferici sostengono una delicata melodia, come una malinconica nenia dal sapore folk, prima di tornare all’atmosfera oscura e prettamente gotica di Versuchung. Infine con le tracce finali i Lacrimosa ci regalano altre due gemme preziose di incredibile varietà espressiva. Das schweigen è una dolcissima ballata pianoforte e voce, che pur presentandosi più orecchiabile fin da subito non manca della consueta ricercatezza, e le cui profonde atmosfere ci conducono al maestoso finale dell’album, Flamme im wind.

Ascoltare i Lacrimosa è come avere tutti i sensi puntati su una ridondante eco dalle mille sfaccettature, come un prisma che rifletta il loro complesso mondo interiore. Un mondo maestoso e immortale, delicato, ingenuo eppure forte, un fiume che attraversa innumerevoli paesaggi, un cavaliere e un clown allo stesso tempo, che si raccontano in una cerimoniosa esibizione per poi mostrare davvero solo ciò che è essenziale.

Francesca Pezza

VOTO

83

 

 

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