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LACRIMOSA
Stille
gothic
1997 - Hall Of Sermon
(Svizzera)
www.myspace.com/lacrimosaofficial

 

"Stille", cioè silenzio, questo è il titolo di questo album dei Lacrimosa, un album che si inquadra a metà della carriera della gothic band tedesca e che, come ogni album di passaggio, racchiude al suo interno diverse contaminazioni e diverse anime, proprio a testimoniare uno stile che, pur nella sua classicità, è comunque in continua evoluzione. Il duo tedesco ci propone un lavoro complesso, fatto di diverse contaminazioni melodiche e di una profonda vena gotica che, anche all'interno delle frequenti accelerazioni ritmiche, non abbandona mai il disco.

Der Erste tag e Not every pain hurts rappresentano due delle piccole perle che questo disco racchiude dentro di sé: la prima per le sue sinfonie, per il sapiente mix di musica orchestrale e di metal duro il quale, soprattutto nella parte finale del brano, prende il sopravvento sulla melodia iniziale; la seconda, invece, per le atmosfere decisamente singolari. L'organetto che apre il brano e la voce melodiosa di Anne Nurmi ci trasportano idealmente nella Berlino degli anni venti, attraverso un melanconico valzer che esprime dolcezza e sofferenza e che guida l'ascoltatore all'interno dell'arte di Tilo Wolff. Il ritmo del brano è lento e cadenzato, la chitarra e l'organetto danzano sulle dolci terzine di questo valzer, per lasciare poi il posto a coinvolgenti aperture di chitarra distorta. Siehst du Mich im Licht, Stolzes Herz e Die Strasse der Zeit, invece, pur nella loro diversità (la prima e l'ultima molto più dure e aggressive e la seconda decisamente melodica), mostrano il fianco ad alcune cadute stilistiche date, da un lato, da una voglia di sperimentare che, a volte, scade nella dissonanza e, dall'altro, dall'imperfezione della voce di Tilo. Indubbiamente il gothic metal, come anche il doom metal, è costellato di grandi singer che hanno fatto della stonatura un arte, stonatura regolata in modo sapiente, per evidenziare ancor più la drammaticità e la sofferenza che si cerca di rappresentare con la propria musica: il leader dei Lacrimosa, però, a volte si spinge oltre, scadendo eccessivamente nella dissonanza vocale, in particolare in alcune note che si dà la sensazione non riesca a raggiungere.

Al di là delle critiche che si possono portare alla voce di Tilo (in fin dei conti è una di quelle cose che o piace o non piace), il disco, nel suo complesso, è comunque ben strutturato, variegato e mai noioso. Spazia con sapienza dalle ritmiche lente e sofferenti (quasi doom) di Deine Nahe alle melodie rapide, aggressive e coinvolgenti di Ich Bin der Brennende, il tutto non abbandonando mai la vena gotica, ombrosa e melanconica che accompagna l'ascoltatore in tutto il viaggio nei meandri dell'album. Concludendo, dal punto di vista strettamente musicale, il disco è completo e sapientemente realizzato, soprattutto se si pensa alla quantità di strumenti diversi che si possono ascoltare al suo interno, tutti ottimamente "posizionati" dal sempre professionale Tilo, mentre da quello dell'ascoltabilità complessiva, indubbiamente si evidenziano delle pecche, che, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta al duo tedesco-finnico, risultano fastidiose. Un album di passaggio, adatto soprattutto ai fans storici del gruppo, che non rimarranno delusi dall'onnipresente ecletticità di questa storica gothic metal band.

Luca Sileni

VOTO

78

 

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