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Quello dei Laklave è un gruppo metalcore
dalla provenienza un po' insolita, perchè a differenza della stragrande
maggioranza delle band di questo genere che sono di nazionalità
statunitense, i nostri vengono dalla Spagna, e più precisamente da
Madrid. Questo Ep è un buon miscuglio di malinconia-melodia con violenza
core, e questo lo si può capire già dall'Intro che apre
con un assolo lento di pianoforte - dando un tocco goth - e poi lascia
irrompere le chitarre e un potente growl core. Despierta
apre in modo violento con possenti riff thrash e veloci fill di
batteria, ma affianca a questi anche il suono delle tastiere. Anche il
growl viene alternato con il clean voice per non rendere la track troppo
monotona. Nonostante questo sono presenti un po' di problemi, come i
fill che dopo i primi 30 secondi sono sempre gli stessi - e tra l'altro
l'uso del doppio pedale è ridotto all'osso -, oppure l'uso massiccio
della tastiera che mette in secondo piano i riff, anch'essi leggermente
monotoni. Comunque Despierta rimane una bella traccia
melodica, da ascoltare con piacere.
Passiamo alla title track, El llanto del
cuervo, che inizia in modo spettacolare con i suoni di un
pianoforte e di un organo e prosegue con questa linea malinconica anche
dopo l'ingresso in scena dei riff di chitarra: in seguito troviamo
alcuni breakdown in stile Becoming The Archetype, per poi
ritornare sulla linea melodico-malinconica di prima, soprattutto nel
refrain. Apprezzabili anche i piccoli stacchi di pianoforte tra un pezzo
e l'altro della song. Ora è il turno di Bajaste a por mi,
una traccia più heavy-oriented rispetto alle precedenti, che vanta
l'utilizzo del clean come voce principale e il growl in accompagnamento,
oltre che un abbassamento del volume generale dei riff che consente di
sentire molto bene anche il basso. Nella seconda parte troviamo un
intermezzo melodico con riff d'acustica e tastiera che precede
l'esplosione finale, anche se quest'ultima è un po' deludente, dato che
ci si aspettava qualcosa di più. Lagrimas parte in modo
lento e malinconico con riff d'acustica accompagnati dal basso e dopo
mezzo minuto cambia completamente stile assumendo sonorità grezze e
veloci, ma conservando in molti tratti, come nel refrain, la solita vena
di melodia. Nella seconda parte ai riff si affianca anche il pianoforte.
Olividado è più improntata sulla violenza thrash unita al
post-metal, con riff veloci e intermezzi più tecnici. Nel finale
troviamo una vena melodica a farcire il tutto.
Chiude il Cd una Outro interamente in
pianoforte, una bella traccia evocativa e riflessiva. Insomma, abbiamo
davanti un buon disco, certamente definirlo metalcore sarebbe riduttivo,
dato che i suoi pezzi forti risiedono proprio nel fatto che si distacca
dalle sonorità tipiche del metalcore, in favore di un risultato potente
ma orecchiabile e non troppo noioso. Considerato che questa band è solo
agli esordi allora possiamo stare certi che sentiremo ancora parlare di
loro e del loro stile di fare musica.
Francesco Pellegrino
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