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LAMENT
Tears Of A Leper
 
LAMENT
Through The Reflection
 
 

 

LAMENT
Breathless
heavy
2001 - Kingdom Records
(Messico)
www.lament.com.mx

 

"Breathless" è ad ora l'ultima fatica per i centroamericani Lament i quali però pare stiano tornando sulle scene con un lavoro in fieri. Rilasciati due buoni quanto originali album di death votato in modo sostanziale alla melodia - ma senza avere alcunchè in comune con lo swedish - con questo full-length l'ensemble ex Beheaded stravolge le proprie coordinate compositive in direzione di un abbandono del sound estremo; "Breathless" si presenta infatti come un heavy work dalle partiture thrash oriented, dal mood marcatamente latineggiante, ottimamente prodotto, perfettamente eseguito, ma purtroppo cantato in un modo troppo spesso osceno. Il leader e anche drummer Abel Gomez interpretò vocalmente "Tears Of A Leper" in un bel growl gutturale e distorto, e "Through The Reflection" senza effetti ma con un timbro tanto appassionato e viscerale da essere estremamente coinvolgente: qui però il nostro singer decide di ricorrere soltanto a roco e clean, ed il risultato è francamente sconfortante. Evidenti stonature e interpretazioni da censura vanno a rovinare in modo autolesionista un ancor buon lavoro strumentale.

Cadenze e non invasive accelerazioni per l'opener The sadness of your steps che sul finale elargisce un assolo puntualissimo cui succedono riffoni heavy/thrash ed un interessante break progressivo. Il roco di Abel, disarmonico, già non convince... Ricca di fascino è la caliente ritmica della title track Breathless: clean sound in testa ed in coda, heavy distorto ed articolato strumentale nel corpo del brano. I pochi istanti in cui fa capolino la voce bastano a compromettere l'essenza stessa di questa altrimenti apprezzabile composizione. Si capisce a questo punto come l'ispirata entrante Ocean of feelings, ricca cambi di tempo ed impreziosita da ambient marino, rullate e solo sognate, risulti la migliore track della list: è infatti una strumentale. As an eagle flyes ha pathos, nonchè la fortuna di essere cantata in roco, male minore senz'altro; stesso accade nell'intensa ed incalzante Silent hero, bella song, solare e gioiosa. Tornano le cadenze flemmatiche con Confronting the past, che poi improvvisamente affonda il piede sul pedale del gas: ottime la linea melodica e l'enfasi, pessimo il cantato, male anche nelle seguente Forgotten warriors. Brano di mero thrash è Mist in my eyes, ma il patatrac è dietro l'angolo: il chorus della compositivamente polimorfa Brothers in battle è da mettersi le mani nei capelli...non esagero nel definirlo orrido, forse uno dei peggiori che abbia mai ascoltato. Ci si riprende dallo shock con la vivace e solare, ma anche thrash oriented, conclusiva, Within my dreams.

Che i Lament siano una white band ultrazelante non lo scopriamo di certo oggi. Tra i testi di questo lavoro mi soffermerei sul senso della song che conferisce il titolo all'album, quindi il messaggio portante dello stesso: "breathless" è il soffio di Dio che dona l'unica vera vita, e coloro che lo rifiutano non fanno altro che (soprav)vivere autocelandosi il buio vicolo cieco privo della Luce guida nel quale si trovano. In definitiva circa questo disco chissà cosa avrà pensato l'amico Abel nel sentire il Cd e ascoltarsi cantare in clean...se ciò, com'è del resto ovvio che sia, è avvenuto credo possiamo tranquillamente confidare in un auspicato futuro ritorno al death per il sodalizio messicano.

Valerio Mei

VOTO

62

 

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