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LAMENT
Tears Of A Leper
 
LAMENT
Breathless
 
 

 

LAMENT
Through The Reflection
melodic death
1999 - Little Rose Productions
(Messico)
www.lament.com.mx

 

Il terzetto messicano torna dopo il buon full-length d'esordio, "Tears Of A Leper", con "Through The Reflection". Qui siamo però su dimensioni diverse: si capisce subito, già dal primo attacco di chitarra, come ai Lament piaccia sperimentare, cambiare direzione e non fossilizzarsi in lavori simili tra di loro. Stesso discorso vale anche per il successivo ma poco convincente album che risale a due anni più tardi, nel 2001, "Breathless": in questo caso si andrà infatti incontro ad una inaspettata involuzione. Questo pericolo fortunatamente non sfiora l'album in questione: compatto nei suoi 45 minuti, aggressivo in alcuni frangenti e più delicato in altri. Scordatevi lo sparato death del precedente lavoro, ora il gruppo si allontana da quella brutalità e velocità nonostante il suo tipico sound sia sempre perfettamente riconoscibile: si tratta pur sempre di death ma molto, molto melodico, cadenzato e dalle tinte marcatamente heavy. A farla da padrone c'è il basso suonato da Iram Gomez che costituisce la vera spina dorsale dell'album. Ottime le sue linee melodiche anche se qualche volta a subire la massiccia presenza di questo strumento sembra essere la chitarra, spesso relegata in secondo piano. Alla parte vocale suo fratello Abel Gomez che si cimenta egregiamente anche dietro le pelli e nella scrittura e composizione della maggior parte di musiche e testi. Il suo è un growl molto particolare, sempre profondo, gutturale, in cui si innesta una voce clean sovente sussurrante. A completare il quadro il chitarrista Edmundo Mondragon capace di esprimersi al meglio sia nelle parti elettriche che in quelle acustiche.

Il disco è composto da otto tracce, tutte di notevole durata. Inutile analizzarle track by track essendo legate tra di loro da un filo di continuità e compattezza che non rischia però mai di cadere nel profondo abisso della monotonia. Su tutte è bene menzionare quei due brani che aprono e chiudono il disco, come a sottolinearne la sua linearità: il primo, che dà il nome all'album, l'energico e aggressivo Through the reflection e l'intenso Tears… instrumental for reflection, brano con liriche in inglese e spagnolo in cui è presente una voce femminile che duetta magnificamente con il nostro Abel: "Wishing, wanting, waiting / For alliance through emotion, / Will you discover tears are an instrument for reflection". E ancora: "Clamo por entendimiento / Sonrio en desesperacion / Yo vivo en esperanza y muero en mi esfuerzo". La parte finale subisce una toccante accelerazione di ritmo in cui viene gridata con tutta la forza l'amore per Cristo, "Cristo vive en mi / Jesus is Lord / Jesus is coming...", fino a quasi rimanere senza fiato: con il cuore in gola il finale "Jesus, Jesus Christ!" Ma poetiche e dense di belle immagini sono tutte le liriche, da Come near, o Dream at sunset, fino a A cry near the forest.

Ultima nota riguardante il cover artwork in cui ritroviamo un uomo contaminato dalla lebbra: questi simboleggia tutte quelle persone che, decidendo di vivere lontano dalla Luce, sono condannate a patire, a causa dei continui peccati, gravi sofferenze spirituali qui simboleggiate proprio da questa malattia. Sicuramente per tutti questi aspetti il secondo album del gruppo, "Through The Reflection", forse finora il migliore del lotto, non vi deluderà.

Ilaria Ricci

VOTO

81

 

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