|
Molto parco di informazioni
Anatoly Blyashuk, leader indiscusso di questa band est europea dalla
formazione molto variabile. Sicuramente ha contribuito alla stesura ed
alla registrazione del l’album Fedor Buzilevich degli Holy Blood.
Il disco, magnifico diciamolo subito, è ispirato alle plumbee e
drammaticamente tenebrose atmosfere black/doom di "The Return Of The
Black Death" degli Antestor e all’opera di Burzum,
soprattutto nel modo di comporre, semplice e suggestivo. I testi sono
tutti in ucraino e scritti in cirillico, dal poco che si intuisce si
tratta di tematiche sorrow.
Si parte con Видение, lunga, soffertissima, pianistica,
davvero bella; un grande sorrow metal come non si sentiva da tempo. Con
Вера Отцов il suono si fa più corposo, epico e melanconico
ad un tempo, come solo Burzum ed i conterranei Evroklidon
riuscirebbero a fare. Arpeggi si intrecciano con incantati accordi
pianistici. Song meravigliosa, vi scuoterà. La solennità funerea di
В Заточении, è sottolineata dai sempre validi piano e keys.
Con la successiva Открой Свои Глаза si va verso velocità
più sostenute, con maggior aderenza ad uno stile black sinfonico.
Искупление è una struggente traccia piano-tastieristica,
debitrice in qualche modo del dark ambient del Count Grishnackh. La
lenta, robusta e molto doomy Сквозь Тернии к Звездам
chiude di fatto il lavoro, poiché la traccia seguente (Свидетельство),
lunghissima, è un parlato con un impercettibile sottofondo
musicale, in cui il nostro, presumibilmente, narra la propria sofferta
storia.
Davvero un grande disco, che data la sua propensione alla melodia ed
alla sinfonia, potrebbe piacere anche ai non abituè di tali paesaggi
sonori. Un atto di amore e passione, triste, non rassegnato ma
determinato, verso la musica e Colui che tutto conosce.
Daniele E.
|