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LENGSEL
Lengsel
 
LENGSEL
Solace
 
 

 

LENGSEL
The Kiss - The Hope
avantgarde
2006 - Whirlwind Records
(Norvegia)
www.myspace.com/lengsel

 

Allo scoccare del secondo millennio di Grazia accadde che un'accecante supernova iniziò, preceduta da un impercettibile lampo, a brillare nel firmamento unblack attirando ineluttabilmente tutti gli sguardi a sé. Quell'evento assurse a leggenda non appena quel bagliore scemò. In un lustro l'opinione che si diffuse fu che quel fenomeno astrale fosse imploso, ma in realtà così non era, si era solo eclissato. Tra lo stupore generale infatti tornò ad illuminare la volta, alché proruppe il panico, l'attesa era esasperata. "Solace" fu un disco sconcertante, rari parti, anche della scena black secolare, possono reggerne il paragone: ed ora il trio norvegese formato da Ole Halvard Sveen, Tor Magne S. Glidje e John Robert Mjåland torna a sorpresa, immutato, riunito per giunta anche presso il nuovo corso degli Extol. "The Kiss - The Hope" è titolo dubbio per un disco di black metal, per non parlare della front cover, ed il dubbio iniziò a serpeggiare insidioso tra gli assetati dei Lengsel, il dubbio che questo come back con "Solace" non c'entrasse più nulla, in ciò insospettiti anche dalla metamorfosi degli Extol...poi i primi samples, poi l'album, e infatti - ahinoi - così è: i Lengsel irradiano sì di nuovo, ma non più della stessa luce. I Lengsel, in parole strizzate, sono profondamente mutati.

An anonymous phone-call and a dead line è il primo capitolo di un bizzarro concept album, capitolo impostato come un lungo trip di ascensioni sonore progressive marcatamente post-core, tra narrati filtrati, cantati eterei, urlati, preludio del finale minimale è un'appassionata recita - in italiano! - del discorso delle beatitudini del vangelo di Matteo che termina col celebre inno al martirio cristiano: "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi". Assorbita questa curiosità linguistica (la usarono anche i compaesani Bleedience, ma citando Dante) proseguiamo con Hell calls hell, la title track nell'idea iniziale della band. Pezzo aggressivo che miscela avantgarde estremo, lente ritmiche sperimentali, cupezze avvolgenti e persino un minibreak black, ma è solo un'accidentale rimembranza, accennata però in diverse occasione lungo la track-list. Miss S.C. è una veloce ritmica avvolta da riff avantgarde e synth, angosciante e caotica con urlati sovrapposti; caoticità presente pure nella strumentale Ådendød - The easy kill aperta da un strano ridondìo e in cui si sviluppa un roboante sound industrial. Con Tales of lost love siamo al jazz nudo e crudo, finale escluso dove una distesa tastieristica fa da sceneggiatura sonora a evoluzioni futuristiche. Si torna a pestare con la strutturalmente complessa A little less to heal caratterizzata verso il finale dalla recita di rituali magico-esoterici da parte di una strega o similia. Prima caos, poi in Eternal seven uno stacchetto black ci proietta in ambientazioni noir tipiche di band quali Callisto e Cult Of Luna, ma votate alle sperimentazioni ritmiche più visionarie. Passando per The warm water chaseway arriviamo alla doppia cassa furibonda su armonie avantgardeistiche (bell'effetto di dicotomia di contrasti) di Angels in America. Intro di percussioni marziali su riff mantrico, e poi The pale people imbocca una via melodica dedita all'etereo in stile new wave. A concludere l'opera Avec toi, fisarmonica e teatralità, tramonto chitarristico.

Disco polimorfo, intimista a tratti, lezioso in altri, burrascoso in altri ancora: plumbeo quanto sperimentale, astratto quanto cacofonico, turbinoso quanto lisergico. Non sono più i Lengsel che conosciamo, questo nuovo sound è stile Ephel Duath, act col quale i norvegesi condividono tutta la via evolutiva. Riuscendo ad accettare il fatto compiuto "The Kiss - The Hope" diventa un ascolto interessantissimo, ma se piangete i vecchi Lengsel vi consiglio di rimettere nel lettore "Solace" e rinnegare apriori questa nuova creatura, ne soffrireste troppo.

Valerio Mei

VOTO

82

 

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