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LEPER
Kreischen
gothic
2005 - Grrr Records
(USA)
www.theleperfrequency.com

 

I Leper sono un bizzarro decadente terzetto da Chicago che esce per la christian label Grrr Records (anche Resurrection Band) con il professionale - ed estremamente curato dal punto di vista grafico - "Kreischen", amplissimo debut che miscela il gothic più etereo e dark con sovrabbondanti dosi di industrial ma anche doom/heavy di blacksabbathiana scaturigine, e non solo. L'album è davvero interessante in molto episodi, ma purtroppo precipita nell'ingenuo e nel decisamente "fuori contesto" in altri, soprattutto in una mediocre a dir poco fase centrale, riscattata tuttavia appieno da un viale finale del platter addirittura superlativo nel suo mood "dramma-romantico".

Di gran fascino sono i sette minuti e mezzo dell'open track Glass ove la sinteticità dark ambient e gli slanci eterei con citazioni filmiche in backing (un leitmotiv dell'album) spartiscono il proscenio sonoro con violente implementazioni, in cui il tessuto oscuro di pestata doppia cassa (drum machine) e distorsioni di riff monocorde genera attimi black-oriented, per poi però riacquietarsi presto in distese gotiche e, successivamente, rivivacizzarsi in mid-tempo quasi techno. Robusta e dalla bizzarra ritmica stile doom delle origini si presenta In love with the fall, nel cui chorus appare pure un lontano, abrasivo, screaming. Scar attacca sintetica, si dipana gotico-atmosferica e poi irruenta grazie anche ad un possente violoncello; l'interpretazione vocale di Skot Shaw è ipnotica, ossessiva, ma non certo tecnicamente memorabile. Stranissimo l'inserimento in track-list di Monster, song rhythm'n'blues con tanto di solo...e orrendi filtraggi canori; completamente diversa, ma non certo migliore, è la caotica industrial God hater. Non convince neppure la blacksabbathiana Just like you, intrisa di inserti filmici. Quattro canzoni di fila piuttosto mediocri farebbero propendere per spegnere lo stereo e archiviare definitivamente questo disco...non che non sarebbe azione giustificata, ma commetteremmo un grave errore, dato che il bello viene ora.

Inizia quindi la metà fertile del platter con l'industriale oscura Photosensitive, giocata su riuscitissime dissonanze di doppia voce, per poi giungere alla lunga intimista e rarefatta Festering nella quale, miracolosamente, le vocali diventano addirittura di classe e dove un passionale urlo conduce al lento crepuscolo della traccia. In pieno stile The Gathering con microfono tutto per la female-guest Hilde Bialach è If everything was green, un caldo sogno, un trascinante viaggio tra armonie minimali. L'amorosa Romantisistic (as Christ loves the Church / and gave his life for her...) è disincantata minimalità noir che dopo il bel chorus approda a lande gotiche, le quali trionfano nell'interminabile (10:15) epilogo My friend the ghoul (after all my years of crawling through decay / it's time for me to see. / I just cannot save my self / even though it hurts me to admit / I know he's right cause I've tried and I've tried / oh yes, I tried again but I just cannot get / the smell of excrement out my soul). C'è spazio anche per una hidden track sintetica, silente e growleggiante.

"Kreischen" è un disco difficile, eclettico sì ma in ciò fortemente altalenante; necessita davvero di molti ascolti attenti per coglierne in toto le peculiarità, sia positive - un gusto elegiaco di livello elitario, sia negative - francamente alcuni episodi lasciano allibiti. Ma considerando che il segno "più" nel computo totale supera come quantità e qualità di molto quello "meno", il disco è promosso, confidando in future migliorie compositive e auspicate maturazioni artistiche.

Vaake

VOTO

72

 

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